Empoli, 21 marzo 2015 - E' morto il giovanissimo colpito da sospetta meningite. Si chiamava Mattia Brendaglia. Era di Montelupo e giocava a calcio nello Scandicci. Era ricoverato all'ospedale San Giuseppe. E' accaduto a Empoli e adesso scatterà la profilassi per un centinaio di persone, non appena sarà confermata la terribile diagnosi. Conferma che potrà arrivare non prima dei prossimi tre giorni. Si tratta della seconda vittima, dopo la morte, a febbraio, di un tredicenne di Bassa. Il ragazzo deceduto aveva 17 anni e si era presentato in ospedale con febbre alta e macchie sul corpo. Frequentava l'istituto Leonardo Da Vinci di Empoli e abitava appunto a Montelupo, nella frazione di Fibbiana. Nonostante le cure dei medici dell'ospedale San Giuseppe di Empoli, per il 17enne non c'è stato niente da fare. Una tragedia che ora appunto fa scattare con ogni probabilità la profilassi per tutte le persone che sono venute a contatto con il giovanissimo. 

Il ragazzo ieri mattina aveva accusato qualche linea di febbre, nel pomeriggio si sono presentati vomito e diarrea, quando i genitori hanno visto comparire le placche rosse lo hanno accompagnato all'ospedale San Giuseppe di Empoli, dove poche ore dopo è morto. Come previsto l'azienda sanitaria ha già sottoposto a profilassi tutte le persone che sono state in stretto contatto con il ragazzo, in particolare i familiari i compagni di classe (2A) dell'Istituto Leonardo da Vinci di Empoli e anche i compagni della squadra di calcio dello Scandicci.

La famiglia del ragazzo è conosciuta in paese e la notizia ha rapidamente raggiunto tutti gli abitanti di Montelupo. L'amministrazione comunale, appena ha saputo della morte del ragazzo si è attivata di concerto con la Asl 11 per capire come intervenire. La situazione, rassicura l'azienda sanitaria, è sotto controllo. Il sindaco Paolo Masetti e l'assessore alle politiche sociali Marinella Chiti stanno seguendo la vicenda assieme al unità operativa di igiene e sanità pubblica del dipartimento di prevenzione della Asl. "La nostra azienda sanitaria ha protocolli definiti di comportamento da tenere in questi casi che sono stati immediatamente attivati. Certo è che quanto accaduto è tragico. Voglio esprimere la mia vicinanza alla famiglia, non di forma, ma realmente sentita: come padre non posso neppure immaginare il loro sconforto, come sindaco mi sento di dire che l'intera comunità condivide il loro dolore", afferma il sindaco Paolo Masetti.