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15 mag 2022

L’inflazione sul territorio è meno grave

I prezzi aumentano un po’ ovunque ma l’Empolese Valdelsa resta un’isola felice

L’inflazione con cui sta facendo i conti il nostro Paese, ma non solo: basti pensare agli Stati Uniti, messi addirittura peggio di noi non è una novità assoluta. La brutta bestia con cui abbiamo a che fare stavolta si presenta non originata dai consumi, bensì da problemi esterni che vanno dalla guerra in Ucraina alle chiusure di intere province cinesi dovute all’indesiderato compagno di viaggio Covid 19 per finire al classico dei classici: l’aumento delle materie prime (a partire da petrolio e gas), ‘esplose’ già da tempo dopo la fine del periodo più brutto dell’epidemia, quando il mondo si è svegliato dal letargo economico forzato e ha ripreso a produrre. E poi non si deve dimenticare anche il connesso blocco della catena delle forniture, con i porti intasati di container in attesa di essere caricati o scaricati, con il prezzo dei noli marittimi che sta facendo la felicità degli operatori del settore. Tutto ciò ha significato una diminuzione dei margini di guadagno delle imprese, che poi hanno dovuto agire sulla leva dei listini, aumentando i prezzi. Ciò significa, come si capisce benissimo, compressione della domanda di beni e avvio della spirale inflazionistica, che incide sul potere di acquisto dei cittadini. Ci si può ragionevolmente aspettare che i nuclei familiari con minori disponibilità abbassino la qualità dei prodotti che acquistano finendo, ma ci si augura di non arrivarci, a ridurre la quantità della spesa. Come dicono da Unicoop da noi le cose non si presentano così, considerato che parliamo di un’area ancora ricca, secondo gli standard statistici. Se però le cose dovessero peggiorare significativamente, anche nella zona la musica cambierebbe e diventerebbe inquietante. Se a questo quadro poco consolante si aggiungono gli effetti economici della guerra, le famose sanzioni, si vede che non c’è da stare allegri. A questo punto c’è bisogno di interventi nazionali, governativi, per la difesa del potere d’acquisto, se non vogliamo che acquisti minori abbiano l’effetto di provocare chiusura di aziende. Non sarebbe male intervenire sull’Iva per i prodotti alimentari, com’è stato fatto in Germania. B.B.

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