Lavori al lago di Sammontana. Siamo all’analisi e ai test sui terreni. Il progetto della diga a conclusione

Le previsioni indicano che lo spazio potrebbe tornare fruibile alla fine della primavera 2024

Lavori al lago di Sammontana. Siamo all’analisi e ai test sui terreni. Il progetto della diga a conclusione

Lavori al lago di Sammontana. Siamo all’analisi e ai test sui terreni. Il progetto della diga a conclusione

Il Comune di Montelupo ha deciso di eseguire indagini sul terreno nel contesto della fase finale dei lavori alla diga del lago di Sammontana, ai fini di ’blindare’ la sicurezza dell’intero bacino. Il termine del ‘grosso’ dei lavori è previsto entro l’anno. In altre parole, e qui si entra nel campo delle proiezioni, nella prossima bella stagione primavera-estate, Montelupo e il medio Valdarno potrebbero tornare a usufruire della loro ‘oasi’, appunto il lago collinare. Che, ricordiamo, per motivi burocratici legati alle normative delle dighe rischiava di venire cancellato. Merita dunque riassumere: negli anni scorsi, con il solo rallentamento ‘tecnico’ dovuto alle conseguenze della pandemia da Covid 19, la convergenza tra privati, Comune e Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile - attore quest’ultimo di un finanziamento di 2 milioni di euro - ha permesso di risolvere il caso assai complesso. C’era da salvare il lago di Sammontana, caro ai montelupini da mezzo secolo. E non solo: il lago artificiale, come a suo tempo sottolineato anche dall’assessore Lorenzo Nesi - svolge un importante ruolo di equilibratore sotto il profilo della sicurezza idraulica. Dunque è successo che Comune, la proprietà che aveva il lago, e la Regione Toscana, oltre ad aver finanziato con circa 500.000 euro l’intervento di sistemazione del rio di Sammontana, si sono resi disponibili insieme al Consorzio di Bonifica, ad approfondire il tema della gestione e manutenzione dell’invaso.

L’appalto ha riguardato due diversi lotti. Il primo progetto, quello che qui interessa, prevede lo sbassamento della diga sotto i 15 metri dal piede, declassandola quindi da diga di interesse nazionale a regionale, per l’adeguamento dello scarico di fondo dell’invaso e per la realizzazione di un sistema che faccia defluire in modo misurato le acque del lago nel rio di Sammontana in caso di piogge molto abbondanti. A che punto siamo? I test sul terreno indica che siamo in vista del traguardo. L’altro progetto concerne il rio di Sammontana, da mettere anch’esso in sicurezza. Il rio corre fra la zone industriali di Castelluccio e delle Pratella, passa sotto la Fi-Pi-Li e la ferrovia, riceve le acque del rio di Citerna, gettandosi poi nel fosso maestro di Cortenuova che disegna la circonferenza esterna del meandro d’Arnovecchio.

Andrea Ciappi