La biblioteca Fucini ai raggi X: "A noi studenti serve più spazio. Ma attenzione anche agli orari"

Un punto di riferimento per la città: sono centinaia i ragazzi che la frequentano ogni giorno. La maggior parte delle critiche riguarda la disponibilità dei posti e il sistema di prenotazione.

La biblioteca Fucini ai raggi X: "A noi studenti serve più spazio. Ma attenzione anche agli orari"

La biblioteca Fucini ai raggi X: "A noi studenti serve più spazio. Ma attenzione anche agli orari"

di Niccolò Pistolesi

EMPOLI

Da sempre luogo di ritrovo e di studio, le biblioteche svolgono un ruolo chiave nella promozione dell’istruzione, della cultura e della conoscenza. Nei giorni scorsi la biblioteca comunale Renato Fucini è finita al centro delle critiche – anche politiche – a causa di alcuni "aspetti negativi" che sono stati messi sotto la lente d’ingrandimento. Situazione venutasi a creare per vari disagi: una limitata disponibilità di postazioni dedicate allo studio a causa dell’inagibilità di una parte del plesso, con studenti costretti a lasciare la struttura a causa dell’assenza di posti; e un sistema di prenotazione delle postazioni che non ha portato al risultato sperato. Queste problematiche sono state sottolineate anche da alcuni studenti che frequentano abitualmente la biblioteca comunale Renato Fucini.

"Con questo nuovo strumento è più difficile trovare la prenotazione e il posto libero – ha esordito Margherita Magnolfi, studentessa universitaria –. Siamo sicuramente in molti, ma dovrebbe esserci posto per tutti". Continua poi soffermandosi su questo nuovo sistema di prenotazione. "È un metodo che non mi ha convinto. A volte capita di arrivare e trovare posti occupati di persone che poi non vengono neanche – conclude poi con un augurio finale –: spero che la parte vecchia sia presto riaperta".

Sulla stessa linea d’onda si fonde anche il pensiero di Bianca Fontanelli, studentessa universitaria che fa subito luce su un aspetto importante. "Il fatto di avere 60 posti in una città come Empoli è molto limitante – spiega in virtù della sua esperienza personale –. Io mi sono trovata diverse volte costretta a tornare a casa per la mancanza di posti, cambiando le mie abitudini. Sono passata, infatti, dall’anno scorso che riuscivo a fare due sessioni di studio in biblioteca tutti i giorni, a venirci soltanto la mattina". Evidenzia poi una mancata organizzazione tra i lavori che sono stati fatti e le esigenze della clientela. "È limitante il fatto che abbiano fatto i lavori e che abbiano ridotto i posti invece che aumentarli, e soprattutto senza fornire un aiuto. Ci sarebbe dovuta essere una maggior organizzazione". E conclude su un altro cambiamento adottato dalla biblioteca. "Ora è diminuito anche l’orario, vogliono puntare tanto sulla biblioteca ma non vengono incontro a noi studenti".

Problematiche rimarcate anche da Narjaku Besim, studente e frequentatore della biblioteca. "C’è capitato molto spesso di venire e non trovare posto. Servirebbe una zona dove non sia necessaria la prenotazione – spiega – non sempre si riesce ad arrivare negli orari prestabiliti. Almeno una sala dovrebbe tornare ad essere senza limitazioni". Cerca di trovare un lato positivo invece Andrea Angeli. "Non è un sistema mal concepito, ma andrebbe unito ad uno spazio con un orario molto più flessibile". Conclude poi mettendo in rilievo l’importanza che la struttura potrebbe avere. "L’ambiente è piuttosto capiente, se riuscissero a riaprirlo con qualche posto in più, farebbe molto comodo a tutti".