Il parco della paura "Scrutata e insultata"

Il Mariambini è diventato fonte di angoscia per una lavoratrice fuori sede. La donna non si sente sicura quando lo attraversa per tornare all’auto .

Il parco della paura   "Scrutata e   insultata"
Il parco della paura "Scrutata e insultata"

EMPOLI

Ogni volta che si trova a dover percorrere i vialetti l’ansia la assale. Occhi puntati addosso, sagome che la seguono, epiteti irriferibili pronunciati in un italiano stentato. Il parco Mariambini è diventato il suo incubo quotidiano. F.G., 40 anni, è una ’fuorisede’, fa la pendolare e per venire al lavoro prende tutti i giorni l’auto. "Il mio ufficio è in una palazzina accanto al parco – spiega la donna – parcheggio dall’altra parte nell’unico spazio non a pagamento e per raggiungere il posto di lavoro sono costretta ad attraversare il parco almeno due volte al giorno. Al mattino la situazione è quasi accettabile, ma dal pomeriggio in poi è popolato da gruppi di persone straniere che bivaccano, sporcano e soprattutto fissano insistentemente ogni donna che passa, talvolta cercano anche di andarle dietro, rivolgendole sgradevoli apprezzamenti o insulti sessisti. È successo a me e a diverse mie colleghe".

La donna evita anche di uscire per la pausa pranzo per non corre rischi. "Mi piacerebbe poter pranzare su una panchina del parco o fare una passeggiata, ma ho paura – dice – È anche uno spazio curato dal Comune con l’erba che viene tagliata, ma sono certi soggetti che lo frequentano che impediscono di viverlo". Lei e le colleghe hanno fatto presente la situazione all’azienda per cui lavorano, che si è subito attivata. "Si sono mossi subito installando delle telecamere nei pressi dell’edifico – riferisce la donna –. Vicino all’ingresso ci sentiamo più protette, ma resta il problema all’interno del parco dove gli occhi elettronici non arrivano a monitorare".

F.G. è davvero preoccupata anche alla luce degli ultimi fatti di cronaca con donne vittime di violenze. "Per fortuna non sono mai stata aggredita, ma considerando quello che ogni giorno vedo e sento mentre attraverso il parco, un giorno potrebbe accadere". La lavoratrice non ci sta a barattare la propria libertà con la propria sicurezza. "C’è anche chi mi ha suggerito di parcheggiare negli stalli blu, vicino all’ingresso del posto di lavoro. Ma perché dovrei pagare la sosta per tutta giornata quando ho la possibilità di utilizzare posteggi gratuiti? Basterebbe che il tragitto da dove lascio il mezzo all’ufficio fosse sicuro. Quando esco c’è ancora la luce del sole, ma fra qualche settimana sarà buio. Non posso immaginare di dover affrontare l’inverno con questa angoscia. Lavoro a Empoli da diciassette anni, ma ho iniziato a conoscere meglio questo angolo della città dalla scorsa primavera quando l’azienda per cui lavoro si è trasferita in questo immobile vicino al parco. É davvero un peccato che ci sia un degrado simile. Quando io e le mie colleghe ci siamo trovate in difficoltà abbiamo chiamato le forze dell’ordine. Carabinieri e polizia sono stati sempre molto disponibili. Arrivano, identificano le persone, le fanno allontanare, ma queste, puntualmente, ritornano. Possibile – conclude – che non si possa fare niente?".

Irene Puccioni