«Vogliamo semplicemente che ci venga restituito il servizio che ci manca da dieci giorni. Non ne possiamo più»
«Vogliamo semplicemente che ci venga restituito il servizio che ci manca da dieci giorni. Non ne possiamo più»

Cerreto Guidi (Firenze), 10 settembre 2018 -  È un vero  e proprio calvario, quello di Eleonora Da Milano e Walter Bertelli, compagni nella vita e ormai da molti giorni alle prese con un pesante disservizio che ha colpito la loro abitazione sita in via di Corliano, nel comune di Cerreto Guidi. Lo scorso 30 agosto i due, al rientro a casa, hanno infatti constatato l’assenza della luce, segnalando immediatamente il fatto ad Enel, ente di competenza, che ha raccolto regolarmente la richiesta. «Peccato – commenta Eleonora, trentaquattro anni, commessa dell’Emporio Pasquinucci al Centro Commerciale di Empoli – che ancora non abbiamo visto alcuno frutto di questa segnalazione. Ci siamo trovati la luce staccata dall’oggi al domani, e abbiamo scoperto che l’utenza era stata disdetta senza avviso dal mio ex convivente, F. M., cointestatario assieme a me dell’affitto dell’appartamento in cui abito ma unico intestatario dell’erogazione della corrente elettrica dello stesso. Abbiamo provato più volte a contattarlo senza risultato, e per questo ho sporto denuncia al commissariato di polizia di Empoli, mentre ad Enel abbiamo segnalato la cosa e la risposta è stata che ci sono problemi informatici. Le bollette sono state tutte regolarmente pagate, non abbiamo alcun debito né pendenza, ed il fatto che da più di una settimana siamo senza luce ci lascia sbigottiti ed in preda alla rabbia. Dal 30 stiamo segnalando con cadenza quotidiana il problema con ogni mezzo possibile, abbiamo fatto telefonate, inviato fax di sollecito, email e siamo andati ogni giorno al “Punto Enel” di Empoli, in viale Boccaccio, ma non abbiamo ottenuto niente. O meglio, una cosa l’abbiamo ottenuta: ci hanno detto di smettere perché avevamo accumulato troppe segnalazioni! Ed è assurdo».

«La situazione – prosegue ancora Eleonora – per noi è ormai insostenibile. Questa mancanza ci impedisce di avere i bambini di Walter a casa e ci crea disagi anche perché abbiamo una persona con disabilità a carico, e nonostante questo tipo di esigenza io pretendo di avere il servizio per cui pago e per cui mi sto scervellando ogni giorno con ogni tipo di mezzo a disposizione. La legge dice che la riattivazione è prevista entro un massimo di cinque giorni lavorativi, come ci hanno confermato gli stessi addetti, ma ormai i cinque giorni lavorativi sono passati e ancora non abbiamo la luce a casa. Inoltre Enel, nei giorni scorsi, ha dichiarato che ci sarebbe stato un disservizio sulla rete elettrica dal 7 al 10 settembre. Tutto normale, se non fosse che a noi la luce manca dal 30 agosto...»

Ma non finisce qui, come la stessa Eleonora continua a raccontare: «L’apice, poi, è stato raggiunto quando al Punto Enel, dopo tanti contatti di ogni genere (di cui peraltro possiamo fornire testimonianza) con l’ente di competenza, ci siamo trovati con la ragazza addetta al pubblico che, di fronte al mio protestare in maniera animata ha chiamato i carabinieri. Carabinieri i quali, una volta giunti sul posto ed ascoltato il mio racconto, non hanno che potuto constatare a loro volta il nostro disagio di fronte ad una situazione del genere. Mi è stato chiesto persino se io e Walter volessimo il rimborso delle bollette pagate: no, vogliamo semplicemente che ci venga restituito il servizio che ci manca da dieci giorni. Non ne possiamo più».