I militari indagano sull’aggressione avvenuta a Fucecchio
I militari indagano sull’aggressione avvenuta a Fucecchio

Empoli, 15 marzo 2019 - «In quei pochi secondi non ho capito che cosa volessero: sono solo riuscito a urlare e loro sono fuggiti». Chi parla ha 46 anni, è fucecchiese e vive in via dei Cerchi. Mercoledì sera è rimasto vittima di una violenta aggressione, a pochi passi dalla porta di casa. E’ stata sorpreso al suo rientro, poco prima delle 20.30, da due persone che lo hanno colpito fino a provocargli ferite alla testa giudicate guaribili in otto gironi dai medici del pronto soccorso di Empoli dove è stato medicato e dimesso. Sull’accaduto indagano i carabinieri, intervenuti con i militari della stazione e del Nucleo operativo. Stando a quanto spiegato dagli investigatori, le ragioni dell’aggressione non sarebbero chiare. Di certo c’è il fatto che appena pochi giorni fa, il 46enne, titolare di un’attività commerciale nella frazione vinciana di Sovigliana, era stato vittima di un furto. Qualcuno, dopo aver sfondato il finestrino della sua macchina parcheggiata poco distante dal negozio, aveva portato via tutto ciò che aveva trovato al suo interno, compreso uno zaino contenente alcuni importanti documenti.

Lo aveva denunciato lo stesso 46enne su Facebook, chiedendo aiuto a chi potesse aver visto qualcosa. Mercoledì sera, l’aggressione consumata all’ora di cena. «Sono entrato nel cortile condominiale - ricostruisce l’uomo, deciso ad archiviare questa brutta storia - Ho lasciato la macchina e mi sono diretto al cancello della mia proprietà. Ho notato nel buio due figure che mi si avvicinavano lateralmente. Ne è nata una colluttazione. Ho urlato e loro sono scappati, mentre i vicini accorrevano in mio aiuto». I due, a quanto spiegato dall’Arma, erano incappucciati e avrebbero colpito l’uomo con due manganelli. «Nel buio - ricostruisce l’aggredito - ho avuto l’impressione che stringessero qualcosa in mano, ma fortunatamente le ferite riportate sono lievi. Non so quale fosse il loro intento: non hanno fatto richieste, non hanno detto una parola. E non sono riusciti a prendermi niente, questa volta». Alla domanda se il furto subito nel Vinciano e l’aggressione possano essere legati, il commerciante ammette «non posso esserne sicuro, anche se nello zaino c’erano alcuni miei documenti personali. Questi due episodi potrebbero essere anche frutto del caso. Di sicuro, al momento, c’è la grande paura che mi sono preso. Rientrando a casa la sera, terrò la guardia più alta, senza dubbio».

Samanta Panelli