Cerreto Guidi, 28 agosto 2018 - «Sì a social e tecnologie, ma la piazza ha la bellezza tipica della genuinità del luogo: è energia». Il prof Lorenzo Baglioni, eclettico artista con una laurea in matematica e anni di insegnamento nel curriculum, è pronto a salire sul palco di piazza Vittorio Emanuele II a Cerreto Guidi. Lo farà il 5 settembre alle 21, data intermedia tra Palio del Cerro alla50esima edizione e Palio dei ragazzi, il primo e l’otto settembre. La trama sarà quella del ‘Bella, prof!Tour’. Lo spiega proprio il protagonista.

Che dobbiamo aspettarci?

«Ci prenderemo il lusso e lo sfizio di essere liberi nel repertorio. Spazieremo dalle prime canzoni sul web ai monologhi comici ai pezzi di ‘Bella, prof!’».

Ma come si sposano le sue anime, di matematico e artista?

«Il nodo è come nascono. Ero convinto che la matematica fosse il mio mestiere:mi sono laureato, ho iniziato a insegnare. Suonavo per hobby la chitarra. Poi,ho partecipato al provino per il musical The Commitments, è andato bene. E’ stato un colpo di fulmine».

E ha mollato la cattedra?

«Per qualche anno mi sono diviso tra prof e attore, poi mi sono detto ‘proviamoci’. Ma, in fondo, la musica è matematica,lo diceva pure Archimede».

E le sue canzoni fanno lezione…

«Credo sia importante impegnarci nel trovare una didattica alternativa. Il progetto ‘Bella, prof!’ è nato mentre insegnavo. Voleva essere una provocazione, mi sono ritrovato con student ie insegnanti a dirmi grazie per i brani tra grammatica e scienza. Inaspettato e bellissimo».

Con ‘Canto anch’io’, ha abbracciato la battaglia anti-barriere architettoniche. Perché?

«E’ un progetto nato dal talento comunicativo di Iacopo Melio e da una canzone di un maestro ‘note e sorriso’ come Enzo Jannacci. Il denominatore comune? La voglia di raccontare, in maniera differente».

Fiorino d’oro a Firenze, cantante a Sanremo, impegnato in tv, cinema, teatro, addirittura citato dall’Accademia della Crusca per il brano ‘Il congiuntivo’. Eppure ha scommesso su youtube…

«Venivo dal teatro, roba purtroppo di nicchia, era difficile avvicinare i giovani.Decisi di provare Facebook e Youtube ed eccomi qua».

Dunque, le nuove tecnologie non sono ‘demoni’ da evitare…

«Anche il fuoco o la ruota portarono dei rischi, ma furono di una potenza rivoluzionaria. Ciò che fa la differenza è il saper usare i nuovi strumenti. Due ore a settimana di web a scuola ci starebbero proprio bene».


Samanta Panelli