Firenze, 15 settembre 2019 - Questa è una delle classiche battaglie in cui le ragioni del cuore valgono molto più delle ragioni di Stato. Se dovessimo dare retta alle seconde, sarebbero tali e tanti i motivi del No da farci perdere le speranze in partenza: siamo piccoli, non abbiamo le forze, le finanze, il coraggio, le capacità. Ma qui di ideali parliamo (e non solo di milioni, che comunque ballano) e quindi al diavolo il buon senso. Vi sembra folle fare le Olimpiadi a Firenze e a Bologna? Sarà, a noi sembra meraviglioso e quindi abbiamo voglia di crederci, e di lottare. Dunque, eccole le buone ragioni del cuore, quelle del Sì.

Le Olimpiadi del 2032 non sono lontane come sembra: l’assegnazione sarà nel 2025, tra pochi anni. E poi i Giochi hanno bisogno di visioni, come tutte le cose che nella Storia sono riuscite al meglio. A casa nostra faranno nascere un’alleanza fra territori divisi da barriere geografiche e culturali, eppure perfettamente integrabili. Un nuovo asse Firenze-Bologna, il «Patto dell’Appennino» rilanciato dal sindaco fiorentino Dario Nardella e subito accolto dal suo omologo bolognese Virginio Merola, ha il Dna delle Smart city e di un’area metropolitana diffusa e sostenibile che, per una volta, potrebbe diventare realtà e non rimanere parole da dibattito. Per diventare grandi occorre fare squadra, in una terra di mezzo che attraversa l’Italia più bella e più produttiva: Firenze e la Toscana, culla del Rinascimento dal fascino internazionale. Bologna e l’Emilia-Romagna, seconda potenza manifatturiera d’Italia.

Le Olimpiadi potrebbero diventare il volano per regalarci ciò che ancora oggi ha potenzialità inespresse: dal sistema fireristico a quello aeroportuale e infrastrutturale. Unire le forze attraverso un ambizioso obiettivo comune serve a dare corpo e sostanza alle buone intenzioni. A chi storce il naso, ricordiamo la massima olimpica di De Coubertin: l’importante è partecipare. Perché già pensare in grande è un passo in avanti per un paese dove la politica non ha da tempo la vista lunga sul futuro. Il Resto del Carlino e La Nazione, testate del gruppo Qn, sono i giornali di queste terre: faremo la nostra parte con energia e passione civica. Vogliamo credere in un grande sogno, fino a vederlo trasformato in un progetto vero. Per questo fin da ora invitiamo i cittadini e le istituzioni (politiche, economiche, sportive) a una tavola rotonda che organizzeremo entro poche settimane. Il futuro, talvolta, può essere un Gioco. E noi vogliamo scommetterci.