La direttrice de La Nazione Agnese Pini
La direttrice de La Nazione Agnese Pini

Firenze, 28 gennaio 2020 - Che cosa può imparare il centrosinistra toscano dalle elezioni in Emilia? Molte cose, che torneranno utili quando la campagna elettorale entrerà nel vivo anche qui. Primo: il Pd esce rafforzato dalla sfida, che Salvini aveva trasformato in un referendum su se stesso. Grave errore: chi prima di lui cedette alla stessa tentazione (ricordate Renzi nel 2016 e D’Alema nel 2000?) restò egualmente scornato.

I compagni toscani e il candidato di coalizione Eugenio Giani sono quindi rinvigoriti da un risultato che ha premiato non solo il civismo del governatore Bonaccini, ma il partito stesso, mettendo in luce l’importanza delle sardine in termini di affluenza e poi anche di voti. Traduzione: nelle regioni rosse il popolo ci sente ancora da un certo orecchio, basta usare le parole giuste. Zingaretti pare averlo capito, vediamo se riuscirà a trasformare l’intuizione in un piano di riforma effettivo della compagine Dem.

Secondo insegnamento, che va di pari passo col primo: essendo andata bene al Pd, si sono indeboliti quelli che avevano scommesso sulla sua sconfitta. Da una parte il dimissionario Di Maio e quella fetta dei 5 Stelle da sempre recalcitrante all’alleanza giallorossa. Dall’altra parte Matteo Renzi, oggi "contento per la vittoria di Stefano" (Bonaccini), ma che era pronto a nuove bordate contro il governo Conte qualora si fosse perso in Emilia. Non si è perso, e bordate non saranno, almeno per qualche giorno. Ma Renzi sa che deve giocarsi il tutto e per tutto in Toscana per evitare che la sua Italia viva diventi una forza marginale di un panorama politico sempre più polarizzato fra Dem e Lega: per questo pensa di scendere in campo, candidandosi consigliere regionale e mettendo in questa sfida faccia e corpo, anche a discapito del Pd. Qualcosa che ricorda l’impresa di Salvini in Emilia, sebbene per vie istituzionali. Il voto in regione è del resto l’unico tasto che possa aiutare il Matteo toscano a ridare vigore a un partito che i sondaggi nazionali attestano sotto la soglia critica del 5%.

Il problema è ancora una volta l’effetto Salvini: se a Renzi andrà bene (e "bene" in Toscana significa la doppia cifra percentuale) potrà davvero rimettersi in pista. Ma se andrà male...

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