La direttrice de La Nazione Agnese Pini
La direttrice de La Nazione Agnese Pini

Firenze, 17 ottobre 2021 - Istantanee di sette giorni fa: il leader di Forza Nuova Giuliano Castellino arringa il variegato popolo no vax e no Green Pass da un palco romano. Poco dopo: l’attacco alla sede nazionale della Cgil, il caos, gli arresti, la baruffa politica che ne è inevitabilmente seguita. Ancora: la paura per il paventato “venerdì nero” dei No Green Pass, che minacciano di bloccare il Paese, di far saltare il governo, di mettere sotto scacco la campagna vaccinale, con alcuni partiti in scia che premono per cambiare in corsa le regole già largamente approvate su restrizioni e tamponi.

Oggi, sette giorni dopo: 200mila persone a sostegno della Cgil sfregiata, a ventiquattro ore dal famigerato venerdì nero che alla fine non è stato neppure grigio, fatto di manifestazioni pacifiche e perciò rispettabili, più che rispettabili, contro il provvedimento del Governo. Infine: l’Europa che a quel provvedimento e all’Italia plaude con ammirazione. Ha commentato così il commissario Ue al lavoro, Nicolas Schmit: «Il Green Pass non è un attentato ai lavoratori. L’attentato viene dal Covid».

Quando si dice: il dono della sintesi. Che cosa ci insegnano, dunque, questi sette giorni di montagne russe emotive e politiche, che infine si sono risolte nel messaggio forte di un’Italia unita e responsabile? Prima di tutto, che la linea della fermezza paga, e che se il Governo Draghi avesse messo in discussione le decisioni prese – magari cedendo sulla questione dei tamponi gratuiti – avrebbe finito per consegnare l’ennesima immagine ondivaga e debole che troppo spesso la classe politica italiana ha mostrato.

E che non fa bene a nessuno, soprattutto al Paese. La Lega di Matteo Salvini e Grillo per i 5 Stelle – entrambe le forze, guarda caso, sono uscite malmesse dalla tornata elettorale delle amministrative – hanno provato a solleticare la pancia della piazza facendo pressioni sul governo di cui fanno parte, ma sbagliando tempi e modi: avrebbero potuto contestare quello stesso provvedimento prima di approvarlo all’unanimità in consiglio dei ministri, lo scorso 17 settembre, invece di cavalcare la tensione nel Paese a pochi giorni dalla sua entrata in vigore. Perché – e questo è l’altro insegnamento che ci portiamo a casa – la piazza non va mai repressa e va rispettata sempre, ma non è strumentalizzando la rabbia della piazza che si fa la democrazia.

Chiudo sulla questione Green Pass con una nota a margine, dopo quasi due anni di angoscianti bollettini covid: ieri in Toscana ci sono stati zero morti per il virus. Zero non è mai stato un numero tanto bello.