Aeroporto
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Firenze, 5 dicembre 2018 - Non c'è solo la Tav. I lavori bloccati sono anche altri. E all’allarme lanciato dagli imprenditori nella manifestazione di Torino si uniscono le imprese toscane. «Senza infrastrutture addio competitività», rimarcano i vertici toscani. «E’ l’industria – dicono – che assicura, alla regione e al Paese, la crescita e, per lo sviluppo delle nostre imprese, sono necessarie infrastrutture che ci assicurino collegamenti rapidi con il resto d’Europa». «Un territorio senza industria è un territorio destinato al declino», sottolineano in una nota il presidente di Confindustria Toscana, Alessio Marco Ranaldo, il presidente di Firenze, Luigi Salvadori, la presidente dell’Unione Industriali di Pisa, Patrizia Pacini, il presidente di Confindustria Livorno e Massa Carrara, Alberto Ricci, e i presidenti di Confindustria Toscana Nord e Toscana sud, rispettivamente Giulio Grossi e Paolo Campinoti. Sono preoccupati per «l’atteggiamento che alcune parti della maggioranza di Governo nazionale tengono su questi argomenti». «E’ indispensabile – avvertono – porre fine alle discussioni, eccessive e interminabili, e dare corso positivo ai progetti già avviati».

Tanti i nodi da sciogliere. L’aeroporto di Firenze, la Tirrenica, le infrastrutture portuali, i termovalorizzatori. «Non c’è una scala di priorità. Il sistema logistico regionale, sia merci che persone – dice il presidente di Confindustria Toscana Ranaldo – va potenziato nel complesso. Siamo quasi nel 2020 e siamo ancora a parlare di strade e ferrovie». Ripartire con la realizzazione di infrastrutture, invece, significherebbe creare posti di lavoro e dare impulso all’economia. «Su Livorno – spiega Alberto Ricci, presidente di Confindustria Livorno e Massa Carrara – abbiamo una nutrita dotazione di urgenze. Ad esempio il completamento o la risistemazione dell’asse viario autostradale che da Rosignano va fino a Capalbio, coinvolgendo anche una buona fetta della provincia di Grosseto. Quest’anno ha festeggiato il cinquantesimo anniversario dalla sua discussione, iniziata nel 1968».

E ancora, in ambito stradale, la bretella che da Piombino esce dal porto e va a collegarsi con la 398, opera per la quale sono stati stanziati 50 milioni dal Cipe, ma, sottolinea Ricci, «facciamo fatica a vederne la realizzazione». Per quanto riguarda invece il trasporto ferroviario, è urgente lo ‘scavalco’ dell’autostrada, e quindi il collegamento porto e interporto, e la Darsena Europa. «Solo per citare le infrastutture ‘rigide’. Poi ci sono quelle digitali. La mancanza della banda larga coinvolge tutto il nostro territorio», conclude il presidente di Confindustria di Livorno Massa Carrara. Un appello a fare presto, rispettando i tempi della realizzazione delle opere collegate ai porti di Piombino e Livorno arriva anche dalla Fit Cisl Toscana. Per il porto di Piombino, dicono Stefano Boni, segretario della Fit Cisl Toscana, e Dario Pierfederici, segretario della Fit Cisl di Livorno, «occorre concretizzare la strada 398, di cui si attende la realizzazione da decenni», mentre per quello di Livorno «è ancora da realizzare il collegamento con il corridoio Europeo Ten-T», con i lavori che sarebbero dovuti partire il mese scorso.
Monica Pieraccini