Roma, 16 luglio 2021 – Secondo i dati dell'Istituto superiore della sanità, in Italia crescono l'indice Rt, allo 0,91, e l'incidenza. Preoccupa anche la variante Delta del Covid, tanto che, mentre nel governo si discute sull'opportunità di adottare il modello francese per il green pass, da utilizzare per andare in qualsiasi luogo pubblico, dal bar al supermercato, alcune regioni potrebbero lasciare il bianco per tornare in zona gialla.

Non, però, la prossima settimana, ma dal 26 luglio potrebbero scattare i primi cambiamenti di colore, con il ritorno delle restrizioni ((tra queste, bar e ristoranti possono lavorare solo all'aperto, consentite attività sportive, anche di contatto, solo all'aperto) nelle regioni in cui l'incidenza supera i 50 casi ogni 100mila abitanti. Cinque le regioni a rischio: Sardegna e Sicilia, che hanno un'incidenza rispettivamente di 33.2 e 31.8, Veneto, al 26.7, Lazio con un'incidenza di 24 casi ogni 100mila abitanti, e della Campania, con 21.7. Le regioni con il rischio più basso sono invece Valle d'Aosta, seguita da Basilicata, provincia autonomia di Trento e Puglia.

Aumenta però il pressing per rivedere i parametri del passaggio in zona gialla. Secondo il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, “non dobbiamo più assolutamente far sì che il numero dei contagi rimanga l'elemento determinante per stabilire il cambiamento dei colori, io credo che dobbiamo porre maggiore attenzione sugli ospedalizzati e sulle terapie intensive".

E' quanto chiede anche il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci. "Il rischio di passare in zona gialla esiste se da Roma continuano a contare i contagiati e non i i ricoverati dagli ospedali. Noi in Sicilia, purtroppo, abbiamo un congruo numero di contagiati per la disattenzione di molti, ma negli ospedali non c'è alcuna pressione". Sull'isola "ci sono ventuno ricoverati in terapia intensiva e centotrenta nel reparto ordinario. Per noi è importante, ai fini del colore, valutare il numero dei pazienti ospedalizzati e non quello dei contagiati, molti dei quali asintomatici". "E' la mia opinione - evidenzia Musumeci- che e' anche quella di molti colleghi presidenti di Regione. Stiamo facendo valere le nostre ragioni a Roma, speriamo che qualcuno si convinca che quel metodo si è rivelato insufficiente e quindi superato".

«Mi auguro che non ci siano nuove zone gialle, che si ragioni sulla quantità di ricoveri e non sui numeri del contagio. Qualunque ministero della Salute o commissario al Covid responsabile – ha detto il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, in diretta Facebook – avrebbe provveduto a fare un lavoro di prevenzione, non lo hanno fatto. La Campania ha ricevuto meno vaccini di tutti. Se dovessero immaginare zone gialle, la metà della responsabilità sarebbe di questi signori che se ne sono infischiati della Campania».