Mensa
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Livorno, 23 marzo 2019 - «Ho appreso giovedì pomeriggio del ritrovamento di una vite nel piatto di riso di un bambino della scuola elementare Thouar nel quartiere Sorgenti. Oggi (ieri ndr) ho sporto denuncia per quanto è accaduto. La magistratura dovrà accertare come sia potuta finire nel piatto del bambino una vite. E dovrà accertare chi sia stato il responsabile di questo fatto inaccettabile».

A denunciare questo ennessimo grave episodio è la vice sindaco Stella Sorgente. Dallo scorso gennaio, infatti, è la seconda volta che scatta l’allarme per i pasti serviti nelle mense scolastiche comunali, la cui gestione è in mano a Cir Food (di Reggio Emilia). A gennaio infatti furono trovati frammenti di ceramica nella minestra servita ai bambini della scuola elementare Lambruschini a la Rosa. Ma ci sono stati altri due precedenti in passato. Intanto, nonostante quello che è accaduto giovedì, la mensa della Thouar è rimasta aperta perché «i pasti sono confezionati all’esterno del plesso scolastico – spiega la vice sindaco – in due impianti uno a Guasticce e uno a Ospedaletto, per cui il servizio non è stato interrotto».

Lo somministrazione dei pasti a scuola è gestita da Cooplat, alla quale fu attribuita la responsabilità dell’incidente di gennaio. Cooplat fa parte dell’Ati con Cir Food, alla quella è stato affidato l’appalto. «Il nostro ufficio scuola, già a lavoro da giovedì per le opportune verifiche su quest’ultimo caso, è a completa disposizione delle autorità per fornire la massima assistenza». Ma, a prescindere dal percorso giudiziario intrapreso, «è già chiaro che qualcuno dovrà chiudere i rapporti con la nostra amministrazione» dichiara la vicesindaco che sostiene «non escludo la revoca dell’appalto».

«Proprio due giorni fa il segretario generale del Comune e la dirigente del settore scuola, hanno incontrato l’Ati che gestisce il servizio di ristorazione scolastica. – ricorda la Sorgente – Hanno spiegato al capofila, Cir Food, e alle altre imprese collegate che, già per quanto accaduto a gennaio, la nostra fiducia nel loro sistema di controllo è finita. Così per tenere l’appalto avrebbero dovuto pagare all’amministrazione comunale un servizio di verifica ulteriore e indipendente, gestito da una ditta specializzata scelta da noi». «Questo ovviamente – conclude la vice sindaco – oltre all’inevitabile sanzione per quanto accaduto, che avremmo destinato proprio all’inasprimento dei controlli».