Firenze, 29 novembre 2021 - Il commissariato di Empoli e la questura di Firenze hanno identificato la persona che al termine della partita Empoli-Fiorentina ha palpeggiato la giornalista Greta Beccaglia durante un collegamento in diretta. Si tratta di un 45enne residente in provincia di Ancona, un tifoso della Fiorentina che era appena uscito dal settore ospiti dello stadio Castellani. L'indagine sarebbe per violenza sessuale.

Greta Beccaglia

L'identificazione è avvenuta attraverso l'analisi delle immagini di sorveglianza dell'impianto, riscontrate con quelle trasmesse nel programma. La questura sta valutando se esistano le condizioni per l'emissione di un daspo.

(Stefano Brogioni)

Le scuse

Incontrato dalle Iene, il tifoso si sarebbe scusato. Non vorrebbe però incontrare la giornalista.   

 

La denuncia

A quanto si apprende la Digos di Firenze ha raccolto questa mattina con sollecitudine la denuncia da parte della giornalista, un passaggio necessario perché nei confronti del molestatore venga avviato un procedimento penale. Adesso il commissariato di polizia di Empoli e la Questura di Firenze prepareranno l'informativa per la Procura con le ipotesi di reato.

Ast e Ussi: "Se ci sarà processo saremo parte civile"

L'Associazione Stampa Toscana e il Gruppo Toscano giornalisti sportivi – Ussi, sono pronti a costituirsi parte civile se sarà avviato un procedimento a carico del responsabile della molestia. Il presidente dell'Ast, Sandro Bennucci, e il presidente del gruppo giornalisti sportivi, Franco Morabito, esprimono nuova solidarietà a Greta Beccaglia e ribadiscono la condanna dell'inqualificabile gesto. "È intollerabile – ha detto Bennucci – che episodi di molestia sessista accadano attorno ad un evento sportivo nei confronti di chi sta facendo il proprio lavoro, proprio all'indomani della giornata in cui tutti hanno espresso il proprio impegno contro la violenza sulle donne. Della vicenda è stata investita la Commissione pari opportunità della Fnsi. Rivolgo anche un appello perché le aziende editoriali, e gli stessi conduttori delle trasmissioni, garantiscano, nell'ambito dell'organizzazione del lavoro, la massima sicurezza degli operatori dell'informazione, ed in particolare delle colleghe, nei servizi in prima linea, dove simili atti potrebbero sciaguratamente ripetersi ".