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23 mag 2022

"Vaiolo delle scimmie, non sarà il nuovo Covid". Sintomi, come si trasmette e come si cura

Intervista all'infettivologo Falcone

23 mag 2022
monica pieraccini
Cronaca
Il virologo pisano Marco Falcone
Il virologo Marco Falcone
Il virologo pisano Marco Falcone
Il virologo Marco Falcone

Pisa, 23 maggio 2022 – C'è il primo caso di vaiolo delle scimmie in Toscana. Ad Arezzo è ricoverato un ragazzo di 32 anni proveniente dalle Canarie. Siamo di fronte ad una nuova epidemia? Quali sono i sintomi e come ci si deve comportare in caso di contagio? Domande che abbiamo rivolto all'infettivologo e professore associato di malattie infettive all'Università di Pisa, Marco Falcone.

Professore, come riconoscere il vaiolo delle scimmie?
“Si deve sospettare questa patologia se si ha  febbre alta associata ad un'eruzione cutanea. Sul corpo compaiono infatti delle vescicole, delle bolle. Ma perché sia vaiolo non è sufficiente. Occorre una connessione epidemiologica con qualche caso accertato di virus del vaiolo delle scimmie, una malattia che diversamente dal Covid non si trasmette per via inalatoria”.

Come si trasmette?
“Attraverso un contatto fisico stretto, quindi con un partner convivente, una persona con la quale si vive a stretto contatto. Diversamente dal Covid, non basta aver condiviso l'ambiente”.

Quanti sono i giorni di incubazione?
"Dai 10 ai 15, variano secondo il soggetto”.

E' una malattia con alta mortalità?
“No. La mortalità è molto bassa, le persone sane hanno poco da temere, perché l'infezione decorre come una forma influenzale, tanto che tutti i pazienti finora accertati con vaiolo delle scimmie stanno bene”.

Chi deve preoccuparsi?
“Rischiano di più i soggetti immunodepressi, le donne in gravidanza, le persone molte anziane, ma, ripeto, se non c'è un contatto stretto, fisico, con una persona infetta è piuttosto difficile acquisire la malattia. Per questo ci si aspetta che anche questi focolai che si sono creati si autolimitino”.

Come si cura il vaiolo delle scimmie?
“Con una terapia sintomatica, a base di antipiretici. Se la forma è più grave viene somministrato anche uno specifico antivirale, che però non è indicato per i casi più lievi”.

Cosa si deve fare se si sospetta di avere il vaiolo delle scimmie?
"Rivolgersi al proprio medico di famiglia o al centro malattie infettive più vicino o, se c'è la febbre, anche in pronto soccorso, dove sarà fatto un test molecolare che identifica il virus e quindi consente poi di fare la diagnosi. Teniamo comunque conto, senza generare allarmismi, che si tratta di una patologia confinata a persone che hanno una comune esposizione epidemiologica. Non è una malattia di popolazione. In tutta Italia ci sono quattro o cinque casi”.

Non diventerà il nuovo Covid?
“Le caratteristiche della modalità di trasmissione non rendono probabile il fatto che diventi una infezione dilagante. Resterà una infezione molto limitata. Il vaiolo delle scimmie è anche meno aggressivo del vaiolo umano”.

Essere vaccinati contro il vaiolo umano può servire?
"Sì, dovrebbe garantire la copertura per il virus del vaiolo delle scimmie, ma questo vaccino è stato sospeso nel 1977 e abolito nel 1981".

All'origine di questi contagi sembra ci sia un festival in Spagna, il gay pride di Maspalomas che si è tenuto dal 5 al 15 maggio scorso. E' così?
"E' stata una grande manifestazione, alla quale hanno partecipato migliaia di persone da tutto il mondo, che sono ripartite dalle Canarie e hanno diffuso il virus in Europa e anche al di fuori. Vedremo l'evoluzione nelle prossime settimane, studieremo il virus: c'è la giusta preoccupazione, ma senza generare allarmismi”.

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