Firenze, 20 febbraio 2021 - "Il vaccino covid? Produciamolo noi in Toscana, non aspettiamo le multinazionali". Svolta "autarchica" per il presidente della Regione Eugenio Giani sul tema vaccini. La Toscana continua nelle attività per far funzionare la macchina vaccinale. Medici impegnati, palazzetti e discoteche utilizzati per la somministrazione: una grande infrastruttura che però ha un problema, le forniture che non arrivano in maniera regolare. La Regione potrebbe, con le sue strutture, vaccinare molte più persone al giorno di quanto sta facendo.

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"La soluzione? La Toscana produca lei il vaccino. Possiamo stanziare risorse europee per la ricerca farmaceutica. La Toscana, più che andare a cercare sul mercato i vaccini vuole supportare le imprese che possono produrlo". L'appello è al fiorente settore farmaceutico toscano, che annovera tra le sue fila delle eccellenze.

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"Al sistema delle imprese - spiega Giani - dico che non possiamo aspettare di dipendere dalle multinazionali, produciamolo noi. Il tutto in una logica che vuole essere di prospettiva per un territorio che può inserirsi a pieno titolo nella filiera del vaccino". 

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Giani spiega che "serviranno almeno 120 milioni di dosi in Italia solo per quest'anno per la doppia vaccinazione a tutti gli italiani, che sono sessanta milioni. Ma il vaccino covid ci impegnerà a lungo. Sarà come il vaccino anti influenzale, ogni anno dovrà essere somministrato. Dovremo convivere con il vaccino almeno per tre anni". 

Giani vuole concludere "con una rassicurazione: sento toni catastrofisti. Certamente la situazione è grave ma sappiamo che con il caldo il covid attenua la sua stretta. Tra aprile e maggio la situazione dovrebbe migliorare, abbiamo ancora circa otto-nove settimane di colori per le regioni, poi le cose potrebbero migliorare. Le temperature fanno addormentare il virus da maggio a settembre. Approfitteremo di questi mesi per vaccinare la popolazione e edificare un muro ancora più alto contro il covid". Giani spiega infine che "per le vaccinazioni stiamo coinvolgendo in maniera importante anche il mondo del volontariato, che potrà raggiungere le persone che non possono muoversi e non possono recarsi a prendere la somministrazione nei punti vaccinali: a queste persone faremo il vaccino a casa".