Firenze, 31 marzo 2021 - Numeri che non tornano e priorità contrastanti con la realtà della mortalità legata al covid. Tutto questo in un esposto sul piano vaccinale della Toscana indirizzato alla Procura di Firenze, anticipato dal quotidiano Domani.

A presentarlo è il professor Stefano Sandri, funzionario statale che 40 anni fa presiedeva l'Efim, l'ente di partecipazioni e finanziamenti delle industrie manifatturiere. 

I DATI SUL COVID IN TOSCANA DEL 31 MARZO

Sandri mette in fila malfunzionamenti e incongruenze dalla campagna di vaccinazione della Regione di Eugenio Giani. Si parte dagli over 80, notoriamente rimasti indietro nelle somministrazioni del siero nonostante fossero inseriti - al pari degli operatori sanitari - tra le categorie prioritarie. Sandri punta il dito anche sull'utilizzo del Pfizer, il vaccino che avrebbe dovuto coprire i più anziani ma che invece è stato somministrato indistintamente al personale sanitario indipendentemente dall'età. E forse non soltanto a loro. Conti alla mano, secondo l'esposto, i numeri suggeriscono che il vaccino dei fragili sia stato destinato ben oltre i sanitari in prima linea e forse anche a personale "fantasma". 

L'esposto di Sandri si aggiunge a quello presentato giorni addietro dal Codacons. La Procura di Firenze sta inoltre indagando sulle liste dei vaccinati toscani acquisite dai Nas: tra le categorie indicate dal piano vaccinale di Giani (compreso il comparto Giustizia, oggi non più prioritario) si sarebbero intrufolati soggetti che non avevano diritto. In più, nel fascicolo della procura è finito anche il 'caso Mandela', ovvero i vaccini avanzati somministrati a chi era disponibile, compresi parenti e amici.