Firenze, 5 marzo 2021 - «Posso fare il vaccino?». Si prova così. Un test da testimone cronista. Per vedere se i furbetti riescono a farla franca. E a ottenere la preziosa dose che dà diritto al richiamo per l’obiettivo immunità dal virus, in un momento in cui il siero purtroppo è ancora un miraggio per molti.
Si fanno favoritismi, ci sono scorciatoie? è il dubbio che assilla. Anche perché ci sono alcuni dati che non tornano. A ieri in Toscana erano state effettuate 335.451 inezioni, con 92.086 persone che hanno completato anche il richiamo. Oltre al personale sanitario e agli ospiti delle Rsa vaccinati con Pfizer, si stanno immunizzando gli operatori del mondo scolastico, le forze dell’ordine, il personale degli uffici giudiziari under 65 con AstraZeneca e ieri è cominciata la vaccinazione dei 120mila toscani ultrafragili con Moderna. Ma allora perché troviamo persone che sono già vaccinate negli uffici della Regione, nelle cooperative di servizi, addirittura qualcuno fra i commercianti? Non sono fragili e non appartengono ad alcuna delle categorie elencate.

Dunque dov’è il buco che consente di aggirare il sistema di prenotazione che, evidentemente, non è cosi impermeabile?

Abbiamo provato a farci vaccinare al Mandela Forum, dove prosegue la campagna al ritmo di circa 1.200 iniezioni al giorno (ma con una potenzialità di somministrarne fino a 3.000). Ieri giornata di vaccinazione dalle 8 alle 18. Vox populi si diffonde dicendo che a fine giornata per non sprecare le dosi restanti nelle fiale rimaste aperte si fanno vaccini anche chi passa per caso. "Nulla di più falso", rispondono alla Asl. Ma noi vogliamo provare. E in effetti non ci vaccinano. Allora a chi si fanno le dosi? O, peggio, si buttano?

"Il meccanismo è abbastanza complesso – spiega il direttore dell’Igiene pubblica dell’Asl Toscana centro, Giorgio Garofalo – Alle quattro del pomeriggio cominciamo a contare quante persone restano ancora da vaccinare e quante fiale sono aperte". Si cerca di calibrare al millimetro le aperture di nuove fiale che sono da 10 dosi sia per Moderna sia per AstraZeneca. Ma far pari è un’impresa quasi impossibile. "Per questo alle cinque del pomeriggio scattano le riserve", spiega Garofalo.

Cioè? "Chiamiamo la protezione civile che ci invia persone delle categorie che possono ricevere il farmaco disponibili ad arrivare anche all’ultimo minuto, proprio per evitare di sprecare anche una sola dose". Siccome la perfezione non è di questo mondo riesce difficile immaginare che proprio sempre si riesca a utilizzare fino all’ultima goccia alle persone giuste. "Però è quello che cerchiamo di fare". Con i superfragili sarà un po’ più complicato. E perciò si stanno selezionando le riserve. Però i furbetti restano fuori.
Ha collaborato Iacopo Nathan