Una commerciante a Firenze mostra un drappo giallo (New Press Photo)
Una commerciante a Firenze mostra un drappo giallo (New Press Photo)

Firenze, 16 gennaio 2021 - Il rigore dei numeri, che prima di Natale aveva penalizzato la Toscana, ora la premia, anche se solo per un soffio. Così la regione può festeggiare un’altra settimana in zona gialla, grazie a pochi decimali di differenza: un Rt fermo allo 0.96, poco sotto la soglia dell’1 che avrebbe fatto scattare invece l’arancione, in base ai parametri del nuovo Dpcm. Un margine strettissimo, troppo per mettere da parte la preoccupazione, ma sufficiente per tirare almeno un breve sospiro di sollievo.

"A dispetto dei gufi – ha commentato ieri non senza soddisfazione il presidente della Regione, Eugenio Giani - seppure per pochi decimali, resteremo in zona gialla. E se riusciamo a rimanere in zona gialla diamo respiro, a fronte dell’emergenza sanitaria, anche alla nostra economia, alla nostra emergenza sociale. Sono condizioni che ci riempiono di soddisfazione ma che devono essere accompagnate dall’invito ad avere la mascherina, a mantenere le distanze, a evitare i contatti quando sono superflui. Il ministro Speranza - ha concluso il governatore - mi ha raccomandato di invitare tutti ad avere la massima prudenza".

Sui parametri più importanti per il passaggio di colore, come il tasso di riempimento degli ospedali e il numero di contagi ogni 100mila abitanti, la Toscana non ha al momento dati preoccupanti: i posti letto Covid sono occupati al 15%, le terapie intensive al 25%, e si hanno 70 contagi ogni 100 mila residenti. Ieri i nuovi casi sono stati 446 (10 i decessi) molti meno dei mesi passati. "Ci sono contagi in 116 comuni toscani su 273 – ha detto sempre Giani - quindi in più della metà non ne abbiamo. Per i nuovi positivi, non abbiamo mai toccato la soglia dei 500, anche se da cinque giorni le scuole superiori in Toscana sono state riaperte al 50%. La scuola sta quindi dimostrando di non appesantire i contagi". Va detto però che il peggioramento rispetto alle settimane passate c’è, in linea d’altronde con il trend nazionale. Quindi, se la tendenza resterà costante anche nei prossimi giorni, è probabile che la regione finisca in zona arancione fra una settimana, al prossimo "check" da parte del ministero.

Situazione decisamente peggiore in Umbria e Liguria che, alla luce della bozza del report di monitoraggio settimanale di ministero della Salute e Iss, andranno entrambe in zona arancione da domani. Il nuovo Dpcm impone infatti il passaggio a misure più rigide per le Regioni con un indice di contagio (il cosiddetto Rt, considerato però nel suo valore minimo all’interno di una ‘forchetta’ di riferimento) superiore a 1 oltre che per quelle con Rt inferiore a 1 ma con classificazione complessiva di rischio alta. Per chi ha un Rt sopra 1,25 (sempre considerando il valore minimo della ‘forchetta’) scatta infine la zona rossa. Se la Liguria con un Rt a 1,15 (considerato a rischio moderato) è saldamente arancione, l’Umbria si è salvata dal rosso per pochissimo, avendo un Rt di 1,21. Anche in questo caso questione di decimali.