Automezzi Publiacqua (Acerboni/FotoCastellani)

Firenze, 16 maggio 2018 - Dopo aver restituito agli utenti i soldi per i servizi pagati ma non ricevuti, Publiacqua passa all’incasso. E presenta il conto ai cittadini e alle aziende che, pur essendo allacciati a fogne e depuratori, non versavano in dovuto. Non si tratta ovviamente di morosi, ma di soggetti che, per motivi diversi, non risultavano usufruire di questi servizi, mentre in realtà li utilizzavano.

"Terminata a dicembre 2017 la restituzione degli oltre 12 milioni di euro a chi aveva pagato depurazione e fognatura senza averli – spiegano da Publiacqua – da metà maggio prende il via il recupero di 5,2 milioni dovuti da tutti coloro che fino al 2014 non hanno pagato i servizi erogati, come emerso dalle nostre verifiche".

Ma da cosa nasce il conguaglio? Tutto parte dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 335 del 2008 che ha vietato alle società di gestione del servizio idrico di far pagare la depurazione agli utenti non realmente collegati ai depuratori, o addirittura privi di reti fognarie. Stop dunque alla richiesta generalizzata a tutti, che vigeva fino a quel momento in base al principio di sussidiarietà. In un primo tempo il rimborso è stato concesso su richiesta. Poi Publiacqua lo ha allargato a tutti gli aventi diritto: 40mila soggetti tra le province di Firenze, Prato e Pistoia hanno ricevuto così una media di circa 300 euro a testa.

Ma dalla stessa verifica è emerso un altro aspetto: a fronte dei tanti che fino al 2008 pagavano senza avere il servizio, c’è stato chi dopo non ha versato il dovuto pur essendo collegato al depuratore. E così, nel 2014, Publiacqua ha mandato una prima comunicazione agli utenti non in regola per poi passare adesso all’incasso.

Da metà maggio, partirà il recupero tariffario (info numero verde 800.238.238) per gli anni 2009-2011; quindi nel 2019 saranno recuperate le competenze 2012-2014. Secondo i dati di Publiacqua, nei 46 Comuni del territorio gestito gli utenti interessati sono 13.208, per un importo medio di circa 171 euro a testa. C’è però chi pagherà solo 3 o 4 euro e chi invece (soprattutto alcune grandi aziende) si troverà un conto di mille o duemila euro.

La prima tranche (10mila utenti coinvolti) prevede l’invio di 2.204 richieste nella zona pistoiese, la più interessata prima dai rimborsi e ora dai pagamenti. A seguire Firenze (435 utenze) e Prato (188).

In totale gli utenti interessati da ora al 2019, divisi per macro aree, sono: 2.439 in provincia di Prato; 3.994 nel pistoiese; 1.208 a Firenze, Scandicci e Bagno a Ripoli; 1.609 a Lastra a Signa, Signa, Calenzano, Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino; 717 nel Chianti; 1.877 in Valdarno e 1.364 in Mugello-Valdisieve. Non saranno applicati interessi e ci sarà la rateizzazione automatica delle quote.

I CONSUMATORI E LA PRESCRIZIONE - "Publiacqua ha il diritto di chiedere i soldi dovuti per i servizi erogati e non pagati dagli utenti, ma occhio alla prescrizione». A dare consigli agli utenti su come muoversi di fronte alla richiesta di «arretrati» (in realtà non richiesti fino al 2014) da parte di Publiacqua è Vincenzo Donvito, presidente nazionale dell’Aduc, l’associazione per i diritti degli utenti e consumatori, che ha la sua sede principale proprio a Firenze.

"Se i cittadini hanno beneficiato di alcuni servizi e, per errore, questi non sono stati conteggiati in bolletta – spiega – è giusto che Publiacqua chieda loro il dovuto. Non può però domandare somme in modo retroattivo oltre i cinque anni". Eppure Publiacqua fa riferimento anche a periodi molto lontani, a partire addirittura dal 2009, sostenendo di aver comunque avvisato gli utenti, nel 2014, del fatto che ci sarebbe successivamente stato il recupero delle somme dovute.

"È molto importante capire come, caso per caso, Publiacqua abbia avvisato gli utenti – continua Donvito – perché in questo caso vale solo l’invio tramite raccomandata. Se gli utenti sono stati avvisati per posta ordinaria, l’iter non ha valore". Che fare? "Chi dovesse verificare di avere una richiesta relativa a periodi che vadano oltre i cinque anni e non comunicata in tempo per raccomandata può chiedere che la somma relativa venga scorporata dal pagamento. Il consiglio è di domandarlo prima a Publiacqua in via bonaria e poi, in caso di diniego, di passare alle vie legali".