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14 dic 2015

Progettiamo l'educazione dei nostri figli

Il commento del presidente onorario dell'Accademia dei Georgofili

14 dic 2015
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Firenze, 14 dicembre 2015 - Nella storia dell’umanità, sono esistite molte forme di convivenza tra ricchi e poveri, nonchè vari tentativi di realizzare uguaglianze sociali. La grande rivoluzione francese ha lasciato alle nuove generazioni i problemi irrisolti, insieme al grande motto “libertà, uguaglianza, fraternità”. La cruenta rivoluzione russa è riuscita a creare un’uguaglianza ai livelli più bassi; ma, cadendo il regime, da un popolo di soli poveri sono presto emersi altri “nuovi ricchi”.

Anche la dura rivoluzione comunista cinese, pur mantenendo una rigida dittatura incivile, ha finito per adottare modelli economici del capitalismo occidentale; una parte dei cittadini possiede oggi titoli in borsa e annovera alcuni tra i più ricchi capitalisti del mondo. Le disuguaglianze sociali possono manifestarsi in modi diversi e dipendere da vari fattori. Non si può quindi continuare a cercare di superarle seguendo ideologie radicali ripetutamente fallite. Nella nostra attuale realtà le classi sociali si sono evolute e in gran parte mescolate.

Nella scala sociale si sono realizzate crescenti mobilità, verso l’alto o il basso, che potrebbero essere incrementate valorizzando solo il merito. Poveri e ricchi possono quindi convivere nel pieno rispetto reciproco, senza fraintendere il senso dinamico di uguaglianza e senza confonderlo con l’indispensabile sostegno civile ai bisognosi. Nessuno deve perdere mai la propria naturale e giusta ambizione a migliorare la propria esistenza e vedere emergere le riconosciute capacità dei propri figli.

Occorrerebbero progetti sull’educazione e formazione dei giovani, che impegninp tutti i livelli scolastici e universitari, in una revisione anche degli attuali criteri adottati per gli “obblighi scolastici, “diritti allo studio”, “borse di studio”, ecc. Reclamando l’autonomia dei singoli Atenei e raccogliendo le esigenze delle imprese produttive, bisognerebbe sviluppare modelli di “Scuole superiori”, quale l’antica “Normale” di Pisa. Dove giovani meritevoli, selezionati per concorso solo in base alle loro personali capacità, vengono ospitati gratuitamente. Convivendo e crescendo a contatto di gomito, in un clima ugualitario, i giovani si formano preparandosi ad un futuro certamente innovativo.

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