Firenze, 15 maggio 2021 - Una tempesta di messaggi di disdetta per la vaccinazione, di cambiamento di date e nuovi appuntamenti all’ultimo tuffo ha travolto tremila toscani. Per colpa del ritardato arrivo delle attese 9.600 dosi di Johnson&Johnson e delle 30mila di Moderna le Asl sono state costrette a una riprogrammazione in corsa delle agende scombussolando i piani di chi aveva l’appuntamento per ieri. Alla fine è successo quello che era prevedibile in mezzo a una campagna vaccinale complessa, che da lunedì in Toscana coinvolgerà la decade dei quarantenni.

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Lo scatto in avanti, con la programmazione delle agende in base alla previsione d’arrivo dei vaccini, ha causato il primo effetto collaterale che il governatore Giani avrebbe voluto evitare, facendo prenotare solo nel momento in cui le dosi fossero già custodite nei frigoriferi delle farmacie. Ma sarebbe stato impossibile pianificare a medio termine dando una data certa per la vaccinazione a grandi numeri di persone. Nei prossimi trenta giorni sono già prenotati 352mila toscani, solo per le prime dosi. E allora c’è da affrontare anche le controindicazioni, cercando di evitare passi falsi e la confusione. Il mancato arrivo delle dosi di J&J ha causato l’invio di sms di disdetta dell’appuntamento – con il sintetico messaggio per motivi di privacy "Ciao, prenotazione cancellata dalla Asl" – al momento in cui le aziende sanitarie hanno verificato che per il giorno seguente (cioè ieri) c’era un esubero di prenotazioni rispetto ai vaccini disponibili. Quindi il sistema informatico ha inviato migliaia di messaggi di annullamento a tutti i prenotati con J&J provocando un’arrabbiatura a poche ore dalla vaccinazione. Due ore dopo, con un nuovo messaggio, tutti i vaccinandi sono stati riprogrammati per il giorno stesso o per i successivi, magari in hub diversi, causando un overbooking nei maggiori centri vaccinali. In ogni caso a tutti è stata garantita la vaccinazione.

Diverso il problema per chi era in attesa del richiamo con Moderna: a causa del ritardo del rifornimento chi era programmato per ieri e i prossimi giorni è stato spostato su Pfizer, ma il sistema informatico impostato per un tempo di attesa tra la prima e la seconda dose diverso finora per i due farmaci (rispettivamente 28 e 21 giorni) ha allertato i cittadini, chiamandoli ai centri vaccinali una settimana prima rispetto all’appuntamento fissato. Insomma, alla fine tutto bene. Anche se c’è chi ha dovuto spostarsi da Siena a Firenze e chi si è presentato a un hub diverso da quello prenotato, facendo lievitare i numeri.