FRANCESCO STORAI
Cronaca

Odissea quotidiana nel binario. Fra treni stracolmi e vecchi dal Mugello al sud della Toscana

Le linee peggiori per i ritardi quelle per Siena e Grosseto. Ancora interrotta la Faentina L’ultima mattinata di disagi e proteste per i passeggeri di un regionale sovraffollato da Lucca a Firenze

Un’immagine scattata da uno dei pendolari a bordo del treno sovraffollato

Un’immagine scattata da uno dei pendolari a bordo del treno sovraffollato

Firenze-Siena, Siena-Grosseto e Firenze-Faenza via Vaglia. Dati alla mano, sono queste le tre linee ferroviarie più soggette a ritardi di tutta la Toscana. I dati, diffusi da Trenitalia, fanno riferimento all’ultimo mese per il quale è disponibile il report completo, vale a dire agosto 2023. Il report di settembre 2023, infatti, ancora non è stato divulgato. Delle tre linee citate, l’unica «giustificata» è la Firenze-Faenza via Vaglia, che da maggio risente del blocco della circolazione da Marradi verso est a causa dei danni provocati dall’alluvione. L’asse Firenze-Siena-Grosseto, invece, non ha scusanti per quanto riguarda i ritardi cronici. Le due linee, peraltro, risultano le sole (insieme alla Faentina) ad aver fatto scattare il bonus per gli abbonati per l’insufficiente puntualità dei treni che la percorrano. Il bonus, lo ricordiamo, scatta quando il totale dei treni passeggeri che percorrano la linea non rispetta un indice di puntualità del 97,75%. S. Per contro, quali sono le linee con maggiore puntualità? La regina in Toscana è la ferrovia Porrettana, con un indice di puntualità vicino al 100%. Seguono la linea Tirrenica Genova-Pisa e le diramazioni per Saline di Volterra e Piombino (indice di puntualità totale: 99,19%) ed il tratto toscano della Pontremolese, che collega Parma con La Spezia via Aulla-Pontremoli.

Firenze, 13 ottobre 2023 – I disperati delle ferrovie non riescono a trovare pace. Tutti i giorni, come si dice da queste parti, ce n’è una. E i problemi sono a macchia di leopardo, in tutte le aree della nostra regione, fra ritardi incredibili e inspiegabili, materiale rotabile vetusto per non dire decotto, disagi a 360 gradi, che rendono un calvario la vita dei pendolari. A questo, poi, si aggiungono tratte ancora bloccate da frane e terremoti passati (vedi Marradi), cittadini furibondi dalla Lunigiana alla Maremma, convogli che diventano talvolta carri-bestiame dalla Versilia a Firenze causa sovraffollamento delle carrozze. Come è accaduto ieri, in una combinazione di disagi multipli che ha trasformato la mattina dei viaggiatori in una vera e propria odissea nel binario. triste assai, ma tutt’altro che solitario.

Ma andiamo con ordine. Più di trenta persone stipate in poco più di quattro metri quadrati, dentro a quello che in gergo tecnico si chiama "vestibolo", vale a dire lo spazio all’interno delle porte di accesso del treno. L’immagine arriva dall’affollatissimo treno di ieri Lucca–Firenze, uno di quelli che ogni mattina porta studenti e lavoratori verso il capoluogo di regione e che, da Pistoia in poi, tende a riempirsi fino al massimo della capienza. Ma ieri mattina il convoglio 18503 è andato ben oltre l’essere semplicemente pieno, presentandosi a Prato impossibilitato a ricevere anche un solo passeggero in più. "Non poteva più entrare uno spillo nel senso letterale del termine", ha detto chi era a bordo. Il treno a Prato è stato fermo una ventina di minuti, proprio perché impossibilitato a proseguire la marcia e a ricevere altri passeggeri nelle stazioni successive. Risultato: pendolari arrivati a destinazione in forte ritardo e stremati da un viaggio ai limiti del possibile.

E il caos si è raddoppiato perché altri pendolari, negli stessi minuti, hanno sperimentato disservizi e ritardi simili su un altro treno, il 18661 in partenza da Pistoia per Firenze a distanza di pochi minuti dal primo treno. Trenitalia, interpellata sul caso, spiega che "il treno 18661, in partenza da Pistoia verso Firenze, ha subito la manomissione di una porta da parte di ignoti. Fatto che l’azienda provvederà a denunciare alle autorità competenti. La riparazione è durata poco meno di mezz’ora ma i viaggiatori, visto arrivare in stazione il treno 18503 con medesima destinazione, sono scesi dal treno fermo e sono saliti in massa sull’altro convoglio. Ecco perché, lo stesso treno si è presentato a Prato con a bordo doppio dei viaggiatori consueti".

Molti pendolari, però, non concordano. "I treni su quella linea sono costantemente in ritardo. Da Pistoia e da Prato si sa quando si parte ma non si ha idea di quando si arriva. Non è il problema di un giorno bensì della maggior parte dei giorni. Eppure, il nostro abbonamento, lo paghiamo per intero tutti i mesi. Ci aspetteremo, per questo, un trattamento diverso da chi ricevi i nostri soldi per il servizio".