La casa dove si è consumata la tragedia (foto Ansa)
La casa dove si è consumata la tragedia (foto Ansa)

Orvieto, 14 novembre 2019 - Ha ucciso la moglie di 66 anni e la figlia Cinzia di 34, per poi rivolgere l'arma contro se stesso e premere il grilletto. Un duplice omicidio familiare culminato con un suicidio che adesso rappresenta un vero mistero per i carabinieri. Carlo Carletti, 66 anni dipendente civile della caserma dell'aeronautica Nino Bixio, ha sterminato la propria famiglia all'interno della loro abitazione in vicolo sant'Antonio, non distante dalla caserma dei carabinieri.

Cinzia Carletti (nella foto)

Cinzia Carletti

Prossimo alla pensione Carletti, era appassionato di caccia e deteneva regolarmente un fucile, ritrovato dai carabinieri accanto al suo corpo senza vita. Dopo aver colpito al volto moglie e figlia, in stanze diverse, avrebbe rivolto l'arma contro di sé e si sarebbe sparato alla testa. Dagli accertamenti è emerso che le due donne sono state colpite alla sprovvista diverse ore prima del ritrovamento dei corpi. Gli elementi raccolti dai carabinieri portano gli inquirenti a ipotizzare un gesto imprevedibile e d'impeto.

In base alle testimonianze finora raccolte, l'impiegato era conosciuto come persona molto riservata e nulla lasciava presagire il duplice omicidio-suicidio, dinamica sulla quale sembrano esserci pochi dubbi. A dare l'allarme è stato il fratello dell'uomo che non sentendolo da alcune ore intorno a mezzanotte si è recato dai carabinieri (la caserma si trova poco distante dall'abitazione).

Insieme ai militari si è quindi recato in casa scoprendo quanto successo. Il corpo della figlia è stato trovato in cucina, in una sorta di stanzino quella della madre mentre il cadavere dell'uomo era in un'altra stanza con accanto il fucile. Le indagini sono comunque ancora in corso per definire con precisione quanto successo nella casa. Nessuno vicino avrebbe udito i tre colpi sparati con un fucile che Carletti. All'interno dell'abitazione non è stato trovato alcun biglietto o  altre indicazioni sulle motivazioni di un gesto atroce che resta al momento senza alcuna spiegazione.

Claudio Lattanzi