Luigi Caroppo
Luigi Caroppo

Firenze, 11 settembre 2016 - PARTIAMO dal fatto, chiaro, che le istituzioni fiorentine per dieci anni hanno rimosso la questione Fallaci (come parlarne? come ricordarla?). Partiamo da questa acclarata e manifesta assenza di adeguata considerazione dal momento della morte, nel 2006, che l’ha colta a Firenze, come voleva la giornalista e scrittrice, nella sua città.

Come ha detto al nostro giornale Riccardo Mazzoni, il silenzio è stato ‘amplificato’ volutamente da più motivi: «Se parliamo del ricordo e dell’eredità di Oriana, temo che abbiamo sprecato due lustri: da una parte l’intellighenzia ufficiale, quella per intenderci dei pomposi premi letterari, che ha fatto di tutto e di più per seppellirla nel girone degli eretici e dei reietti; dall’altra il tentativo di dare della sua opera una lettura monocorde, quella della combattente anti islamica con la penna e l’elmetto. Due declinazioni assai riduttive di un’esistenza umana e letteraria di spessore molto più rilevante».

A Sinistra non ne parliamo. Ignorata. Solo qualche voce si è levata al suo fianco e guarda caso da quello che è stato il Psi (Nencini e Giani). Silenzio assoluto dagli eredi del Pci nelle varie declinazioni.

Giovedì prossimo, poche ore dopo la riapertura delle scuole, alla Fortezza il sindaco Nardella intitolerà il giardino a Oriana Fallaci. Partiamo da questa coincidenza del 15 settembre per costruire un decennio migliore, il prossimo: facciamo conoscere cosa la Fallaci ha scritto, e perché, agli studenti delle medie superiori e dell’università. Solo così sarà onorata davvero la sua memoria. Buona domenica.