Firenze, 1 ottobre 2019 -"Facciamo nostro questo progetto un po' folle di candidare Firenze e Bologna per le Olimpiadi 2032". Così la direttrice della Nazione, Agnese Pini, ha aperto il convegno dedicato a questa idea coraggiosa, lanciata dal sindaco di Firenze, Dario Nardella, e ripresa da quello di Bologna, Virginio Merola. Un sogno, ma anche un'idea concreta che può andare oltre il sogno. Un'idea che vuole coinvolgere le due regioni, oltre ai due capoluoghi, e ha già raccolto numerose adesioni.

Un convegno organizzato da Qn-LaNazione-Il Resto del Carlino a Palazzo Strozzi, al quale ha preso parte l'editore Andrea Riffeser Monti, presidente della Fieg (Federazione italiana editori giornali). A questo appuntamento, il direttore di Qn Michele Brambilla, la direttrice de La Nazione Agnese Pini e il direttore de Il Resto del Carlino, Paolo Giacomin, hanno invitato numerosi ospiti del mondo della politica, dello sport e delle imprese. 

"E' un'idea che ha subito raccolto entusiasmo tanto in Emilia quanto in Toscana _dice Pini_ cosa che per altro ci ha stupito. Questo entusiasmo ci ha convinto e ci ha fatto capire che non dobbiamo avere paura e che dobbiamo pensare in grande, con Firenze e Bologna che insieme fanno squadra, facendo a meno dei rispettivi campanilismi. Può darsi che tutto finisca in una bolla di sapone, chissà, ma almeno noi ci abbiamo provato. Quando Firenze ha puntato oltre i suoi confini, ha pensato in grande, da Brunelleschi a La Pira, ha sempre avuto successo”.

ll direttore del Resto del Carlino, Paolo Giacomin sottolinea che “la parola chiave è follia, ma è folle non pensarci: abbiamo tutte le carte in regola per provarci. A partire dal grande entusiasmo che la proposta ha raccolto tra Bologna e Firenze. Ma se la doppia candidatura di Bologna e Firenze andasse in porto, sarebbero le Olimpiadi dell'Italia. E l'Italia può giocare in pieno la carta olimpica. Sappiamo che è una partita difficilissima, ma le due città hanno tutte le carte in regole per provarci. Mai come questa volta è importante partecipare”.

La pallavolista della Nazionale italiana Sylvia Nwakalor, opposto della squadra fiorentina Il Bisonte, sposa in pieno la proposta: "E' un'occaasioone importante, perché una manifestazione come le Olimpiadi ti lascia sempre qualcosa di profondo sia dal punto di vista sportivo che umano. Spero di poter essere in campo anche io".

Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, che ha lanciato per primo l'idea, parla di "un piccolo miracolo, l'aver messo insieme due presidenti di regione e due sindacio di città capoluogo di regione". Per Nardella, "l'idea delle Olimpiadi a Firenze e Bologna non è nuova per Firenze e non è una boutade velleitaria". Nardella parla di un progetto "che può essere realizzabile concretamente e sosatenibile, in due città che rappresentano in pieno il meglio del made in Italy". Il sindaco di Firenze sottolinea che "il Cio (il Comitato olimpico internazionale, ndr) ha modificato i criteri per l'assegnazione delle Olimpiadi: non si assegnano i giochi più a una sola città, ma anche a una regione intera. In questo momento il candidato più accreditato nel 2032 è il Queensland, una regione dell'Australia più grande di tutta l'Italia messa insieme. Quindi c'è un'attenzione verso un sistema di città e di regioni più che verso una sola città. Questo aspetto potrebbe essere per noi vincente".

Per il sindaco di Bologna, Virginio Merola, "il percorso è tanto importante quanto l'obiettivo finale, abbiamo bisogno come comunità nazionale di condividere dei grandi obiettivi, Questa può essere un'Olimpiade sostenibile e diffusa. E' la proposta di un modello diverso di Olimpiade". Il sindaco bolognese continua: "Abbiamo acceso la miccia, adesso si tratta di mettersi al lavoro perché deve essere una miccia lunga. Credo che abbiamo tutte le condizioni per provare a candidarci e a vincere su un'idea nuova di Olimpiade: non usa e getta, non accentrata in una sola città, ma un'Olimpiade che sia anche l'esposizione delle bellezze di un Paese com'è il nostro. Tutti vogliamo bene alla nostra capitale, ci rappresenta come italiani. Non starei a impazzire a capire dove si fa la celebrazione del comitato olimpico. Possiamo chiedere alla sindaca della capitale che sia Roma a rappresentare la celebrazione iniziale e anche l'evento finale".

E' intervenuto anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi: "L'Italia ha bisogno di un centro/centronord che la tenga unita. Le nostre sono regioni dell'unità d'Italia". Rossi sottolinea quello delle Olimpiadi "senza una dotazione infrastrutturale, adeguata, minima, il sogno rischia di diventare un incubo per la Toscana". "Ad esempio - ha spiegato Rossi -, noi non siamo appassionati dell'Alta velocità, ma se non si fa la stazione Alta velocità a Firenze, non entra più neanche uno spillo a Santa Maria Novella. Poi ci vorrebbe una pista adeguata all'aeroporto fiorentino di Peretola: tenere l'attuale sarebbe una pessima immagine per il Paese. Non chiediamo più aerei, ma su una pista funzionale a Bologna sono molto avanti. Non lo dico per mettere freno all'entusiasmo, ma per andare dal Governo a trattare. Nel tempo che rimane del mio mandato sono a disposizione e vorrei far parte del comitato".

Olimpiadi 2032 a Firenze e Bologna, Rossi: "Per il sogno servono infrastrutture"

Stefano Bonaccini, presidente dell'Emila Romagna, sottolinea l'importanza di un evento "che tutti seguono e che tutti ricordano" Per Bonaccini "queste potrebbero essere le Olimpiadi della cultura e della bellezza". Il governatore continua: "Dobbiamo provare ad avere coraggio, la sfida è difficile, ma siamo stati in grado di vincere sfide difficili in passato. Sarà determinante coinvolgere il Coni, e fare un ragionamento col Paese per verificare se altre parti del Paese possono diventare un elemento straordinario".

Il senatore Pier Ferdinando Casini  (ex presidente della Camera) torna sul tema del sogno: "Chi non sogna più incomincia a morire, se non si sogna incomincia un lungo declino. Questa è una partita che può concludersi solo positivamente per la Toscana e l'Emilia Romagna se saremo capaci di integrare una delle aree del Paese che costuisce una eccellenza vera. Vogliamo realizzare una cosa che unisce, non una cosa che esclude".

L'ex presidente del Consiglio Romano Prodi: "Le Olimpiadi sono un problema grosso, hanno portato dei deficit impressionanti un po' ovunque siano state fatte, per questo vanno diffuse sul territorio". Per Prodi "bisogna chiedersi come si fa a vincere questa sfida, perché se si partecipa bisogna vincere. Dobbiamo andare avanti con l'idea, ma portarla in porto con una spesa tollerabile e con una compatibilità con il territorio". Firenze e Bologna "facciano le Olimpiadi italiane, allargando il progetto a tutto il Paese, per avere dietro tutta l'Italia". 

Michele De Pascale, sindaco di Ravenna, parla "dell'entusiasmo con cui il progetto è stato accolto nei nostri territori", stessa reazione raccontata dal sindaco di Scarperia e San Piero, Federico Ignesti per quanto riguarda l'intera area del Mugello. 

A nome del Coni, Eugenio Giani (membro del Consiglio nazionale) aggiunge "Nei nostri territori si potrebbero fare tante gare in scenari splendidi". Per farcela "dobbiamo essere coraggiosi crederci con continuità, costanza e forza".