Green pass
Green pass

Firenze, 12 ottobre 2021 - Green pass , ci siamo. E’ conto alla rovescia. Non c’è più spazio per i confronti tra sindacati e aziende. Venerdì è il gp-day: chi ha il lasciapassare va a lavorare. Non ci sono alternative. Non mancano problemi e polemiche. Si registra una saldatura di fatto tra il mondo dell’impresa e le istituzioni: il green pass è uno strumento fondamentale su cui non si può arretrare di un centimetro. E così Confindustria ribadisce il sì all’accoppiata green pass-vaccini e la Regione Toscana si schiera per non ampliare la copertura oraria dei tamponi (48 ore e non 72).

Il presidente Eugenio Giani ribadisce con forza la sua posizione, in contrasto aperto con altri governatori del nord: "I tamponi sono già una misura mediata più che sufficiente per chi ancora non ha fatto la vaccinazione. Diluire a 72 ore la durata dei test sarebbe incomprensibile". E ancora: "Non dobbiamo dare l’idea di abbassare la guardia, stiamo arrivando in fondo alla campagna vaccinale e dobbiamo tagliare il traguardo: resto fermamente convinto che il green pass è uno stimolo alla vaccinazione. Se diluiamo la copertura del tampone induciamo coloro che hanno ancora dubbi a mantenerli". 

Il clima non è stato sereno e in questi giorni resta così nelle grandi aziende e nelle pmi toscane. I sindacati e le rappresentanze nelle aziende hanno cercato di coinvolgere i datori di lavoro per la copertura dei costi dei tamponi. Confindustria Toscana Nord registra "pressioni subite dalle aziende da parte dei dipendenti che chiedono che sia il datore di lavoro a sostenere l’onere dei costi dei tamponi". "Onere - tiene a sottolineare Daniele Matteini, presidente di Confindustria Tn (Prato, Pistoia, Lucca) - che nessuna norma indica come a carico delle aziende e che è in capo al lavoratore". Per gli industriali lo scenario desta preoccupazione: "Non dobbiamo nasconderci che con venerdì si apriranno per le aziende molti problemi: già il processo di controllo dei green pass è un forte appesantimento organizzativo; l’eventuale assenza di lavoratori essenziali causata dalla mancanza di green pass comporterà difficoltà per la loro sostituzione" ad esempio.

Tra settembre e ottobre in moltissime imprese si è aperto il confronto sulla copertura dei costi dei tamponi. Chi non si vaccina deve presentare, per avere il lasciapassare, i risultati dei test. Il tampone salivare è quello che costa meno (l’altro è il molecolare): 15 euro, vale 48 ore. Poi va rifatto. Per ogni settimana il lavoratore che non si vaccina lavorando in media cinque giorni (tenendo conto di turni, riposi etc) spende 45 euro. Via ai controlli da venerdì, le grandi aziende si sono attrezzate da tempo. Alla Piaggio i green pass saranno controllati sia manualmente da addetti specializzati, sia tramite tornelli. I sindacati, Fiom in testa ma anche i sindacati di base continuano a chiedere tamponi gratuiti.