Firenze, 16 novembre 2021 - Il maxi blitz della Polizia, coordinato dalle Dda di Reggio Calabria, Milano e Firenze, contro la 'Ndrangheta messo in atto all'alba di oggi, 16 novembre, ha assestato un duro colpo alla cosca Molè. Nel filone calabrese sono stati 36 gli arresti (31 in carcere e 5 ai domiciliari), due le società sequestrate insieme a 4 terreni e rapporti bancari e finanziari.

L'inchiesta ha portato complessivamente all'emissione di 104 misure cautelari nei confronti di esponenti della 'ndrina Molè su tutto il territorio nazionale e all'estero. Misure eseguite dalla Polizia di Stato di Reggio Calabria, Milano, Firenze e Livorno, con il coordinamento del servizio sentrale operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato. Agli indagati vengono contestati i reati di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, detenzione e porto illegale di armi, autoriciclaggio, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, produzione, traffico e cessione di sostanze stupefacenti, usura, bancarotta fraudolenta, frode fiscale, corruzione e trasferimento fraudolento di valori.

Tre distinte operazioni

La maxi-operazione rappresenta la sintesi di tre distinte indagini antimafia condotte in Calabria, Lombardia e Toscana, coordinate dalla Direzione Nazionale Antimafia, che hanno disvelato l'esistenza di un sodalizio mafioso attivo nell'importazione di ingenti quantitativi di cocaina dal Sudamerica, nonché nelle estorsioni e nel riciclaggio dei relativi capitali illeciti. Per quanto riguarda il filone calabrese delle indagini, le investigazioni, coordinate dalla Dda di Reggio Calabria, rappresentano lo sviluppo di elementi acquisiti nel corso dell'operazione convenzionalmente denominata "Handower", condotta dalla Squadra Mobile reggina, che il 20 aprile 2021 era culminata nell'arresto di 53 soggetti indagati per associazione mafiosa, traffico e cessione di sostanze stupefacenti. In particolare, nel corso di quest'indagine furono monitorati rapporti sospetti tra presunti affiliati alla cosca Pesce e presunti affiliati alla cosca Molè.

Il filone lombardo

"Noi siamo come le raccomandate, arriviamo direttamente a casa": così ha detto intercettata una delle persone finite in carcere oggi nel blitz contro la 'Ndrangheta. La frase che mostra "minaccia e autorevolezza" è stata citata durante la conferenza stampa indetta a Milano per spiegare il doppio aspetto della 'ndrangheta, da un lato quella '2.0 società per affari' con imprenditori, come ha spiegato il procuratore facente funzioni Riccardo Targetti, costretti a diventare "complici e a fornirei l loro know-how" dall'altra la permanenza degli aspetti della "tradizione" violenta delle cosche.

Nel filone lombardo della maxi inchiesta, contro la cosca Molè risultano indagati anche l'ex sindaco di Lomazzo (Como) Marino Carugati e anche un ex assessore della giunta che era guidata dal primo cittadino, entrambi, tra l'altro, già condannati per bancarotta. Lo ha precisato il procuratore aggiunto della Dda milanese Alessandra Dolci nella conferenza stampa in Procura a Milano. Dolci ha messo in luce i "rapporti" tra il clan, attivo in Lombardia soprattutto tra le province di Varese e Como, e "ex pubblici amministratori", ossia i due indagati. Gli affari della criminalità organizzata, comunque, spaziavano in vari settori: da quello delle pulizie a quello dei trasporti, senza dimenticare la ristorazione, e in tutti i campi l'evasione fiscale. Nel caso della ristorazione, c'è l'esempio di un ristorante milanese in un punto panoramico, gestito da una società riconducibile agli indagati, dichiarato fallito "per aver sistematicamente omesso il versamento delle imposte".

Il filone calabrese

Panetti di cocaina con sopra impressi simboli riconducibili alla massoneria. E' uno degli aspetti emersi nell'ambito del filone calabrese. Le indagini della Dda di Reggio Calabria si sono incrociate con quelle contestualmente in svolgimento a Firenze, consentendo di individuare l'arrivo di carichi di cocaina sia presso il Porto di Gioia Tauro che presso il porto di Livorno.

Proprio nell'area portuale toscana, tra il 6 e l'8 novembre 2019, venivano individuati e sequestrati complessivamente 430 panetti di cocaina, del peso, ciascuno, di 1.100 grammi circa, occultati all'interno di una cavità di laminati in legno, spediti dal Brasile. In una parallela e collegata inchiesta coordinata dalla Dda di Firenze, sono dunque emersi elementi che portano, allo stato, a ritenere che l'organizzazione finalizzata al narcotraffico si è avvalsa della complicità di alcuni portuali dello scalo marittimo livornese, che avrebbero avuto il compito di agevolare il recupero del carico di cocaina. Sul punto il Gip del Tribunale di Firenze, su richiesta della Dda, ha emesso una misura cautelare a carico di 14 soggetti. 

Sempre grazie alle risultanze delle attività tecniche di intercettazioni, il 25 marzo 2020, in una masseria di Gioia Tauro (per la quale il Gip ha disposto il sequestro preventivo), sono stati rinvenuti e sequestrati oltre 500 kg di cocaina, anch'essi suddivisi in panetti di 1 kg circa, alcuni dei quali marchiati con il logo "Real Madrid", giunti nei giorni precedenti al porto di Gioia Tauro, occultati all'interno di un container commerciale. Nell'occasione venne tratto in arresto, in flagranza di reato, il soggetto ritenuto al vertice sia della cosca mafiosa che della organizzazione di narcotrafficanti.

Nel corso della medesima indagine sono stati effettuati, inoltre, sequestri di stupefacente la cui commercializzazione è riconducibile alla organizzazione indagata: il 19 settembre 2019, all'interno dell'Area di servizio "Agip Tremestieri", veniva tratto in arresto un soggetto trovato in possesso di 3 panetti di cocaina del peso complessivo di 3,289 kg marchiati con simboli massonici (squadra, compasso e occhio massonico racchiusi in un cerchio); il 20 settembre 2019, nei pressi dello svincolo autostradale di Cosenza Nord, veniva tratto in arresto un soggetto trovato in possesso 10 panetti di cocaina del peso complessivo di kg 10,5478 (5 panetti erano marchiati con gli stessi simboli massonici); il 29 settembre 2019, nel Comune di Castelfranco Emilia (Mo), veniva tratto in arresto un soggetto trovato in possesso di 15 panetti di cocaina dal peso complessivo di kg 16,150 (in questo caso due panetti avevano raffigurati i medesimi simboli massonici); l'11 novembre 2019, a Villa S. Giovanni (Rc), nei pressi dell'area d'imbarco, veniva tratto in arresto un soggetto trovato in possesso di 4 panetti di cocaina del peso complessivo di Kg. 4.295 (3 panetti erano marchiati con il logo "alfa-omega").

Il filone toscano

Tredici arresti e un obbligo di dimora: è il bilancio dell'operazione della Dda di Firenze, condotta dalle squadre mobili di Firenze e Livorno. L'attività delle forze dell'ordine toscane rientra nel più vasto blitz della Polizia e della Guardia di Finanza scattato all'alba di oggi, 16 novembre, in diverse regioni italiane contro presunti appartenenti alla cosca Molè, una delle storiche famiglie di 'Ndrangheta, che ha portato a 100 misure cautelari, di cui 54 fermi.

Per quanto riguarda l'operazione toscana, l'organizzazione criminale sgominata trafficava cocaina proveniente dal Sud America. Tra i destinatari delle misure, è stato riferito in una conferenza stampa alla procura di Firenze, anche alcuni soggetti che lavoravano nel porto di Livorno dove nel corso delle indagini sono stati sequestrati 430 chili di cocaina. Destinatari degli arresti anche soggetti ritenuti espressione di due cosche calabresi, un presunto broker che faceva da raccordo tra gli esponenti delle 'ndrine e altri complici in ambito nazionale e internazionale più un dipendente dell'amministrazione civile del ministero dell'Interno che avrebbe falsificato passaporti per alcuni latitanti. Denunciate anche 8 persone per il reato di favoreggiamento.

​​Lamorgese: "Grande soddisfazione per le operazioni della Polizia "

Il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, ha manifestato la propria ''soddisfazione per le vaste e articolate indagini condotte dalla Polizia di Stato, con il coordinamento delle Direzioni Distrettuali Antimafia di Reggio Calabria, Milano e Firenze e con il supporto del servizio centrale operativo della Direzione Centrale Anticrimine, che hanno portato all'arresto su tutto il territorio nazionale e all'estero di più di 100 persone ritenute appartenenti alla 'Ndrangheta''.

''Le complesse operazioni, che hanno, tra l'altro, consentito di intercettare un importante traffico internazionale di sostanze stupefacenti e di sequestrare un ingente quantitativo di cocaina, testimoniano ancora una volta l'elevata capacità investigativa e la professionalità delle nostre forze di polizia nel contrasto alle organizzazioni criminali i cui interessi illeciti assumono sempre più un carattere transnazionale'', ha concluso la titolare del Viminale.