Samuele Ventrella, 25 anni, morto nella notte fra sabato e domenica a Lido di Camaiore
Samuele Ventrella, 25 anni, morto nella notte fra sabato e domenica a Lido di Camaiore

Lido di Camaiore (Lucca), 3 agosto 2020 - «Vado da papà, devo staccare qualche giorno". Dal lavoro in fabbrica, dal trasloco nella nuova casa appena presa in affitto, dall’afa di quest’inizio d’agosto. Così Samuele Ventrella ha salutato la famiglia e venerdì è partito da Torino per trascorrere le ferie al mare. A Lido di Camaiore, dove da qualche anno vive suo padre Gerardo. Ma dopo una serata trascorsa insieme, padre e figlio sulla spiaggia, Samuele è morto per un attacco cardiaco. E il malore sarebbe sopraggiunto a causa dell’abuso di droga.
Aveva 25 anni. Suo padre, Gerardo Ventrella, è ricoverato in gravi cond izioni per lo stesso, micidiale, coc ktail di stupefacenti. Ha 54 anni e un’esistenza difficile. Che Samuele aveva accettato. "E’ mio padre – diceva –, non posso, non voglio abbandonarlo".
Cresciuto nella periferia di Torino, nel 2007 Gerardo Ventrella aveva deci so di raccontare in un’autobiografia la sua gioventù persa nel tunnel della droga. L’aveva fatto con parole crude, rivolgendosi proprio al figlio Samuele senza risparmiargli niente. Neppure il più brutale dei dettagli. Lasciandogli infine un messaggio, a lui e alla sua generazione: "Vivete fino in fondo la vita, ma non lasciatevi trascinare in un baratro da cui è difficile riemergere". Ma probabilmente da quel tunnel Gerardo non era riemerso, e il figlio Samuele ci sarebbe sprofondato dentro in una notte disperata, senza avere neppure l’opportunità di vivere un giorno nuovo, un’alba da cui ricominciare. Un finale tragico, che lascia senza respiro. Un epilogo su cui adesso indagano i carabinieri condotti dal capitano Edoardo Cetola.
Secondo la ricostruzione, Samuele e suo padre hanno trascorso il sabato sera in spiaggia. C’era anch e un cugino alla lontana con loro, che a un certo punto però si sarebbe allontanato per telefonare alla sua fidanzata. Ma quando è tornato non ha trovato nessuno, non ha trovato né Samuele né il padre Gerardo. E si è preoccupato. A tal punto da lanciare l’allarme.
La sua preoccupazion e era fondata. Infatti intorno alle 23.30, in via Santa Caterina, una strada residenziale a cinquecento metri dal mare, i sanitari della Misericordia di Lido hanno trovato un giovane sdrai ato a terra. Era Samuele, ed era da solo. Riverso sul marciapiede ormai esanime. Il medico ha provato l’ultima manovra di rianimazione, lì, su quella strada buia, poi la corsa a sirene spiegate fino all’Opa di Massa. Mezz’ora più tardi in via Don Minzetti, a un angolo appena dal punto dove Samuele si è spento, è stato trovato anche suo padre. Gerardo era a terra, accasciato con le spalle appoggiate contro un muretto. Praticamente incosciente, ma con il cuore ancora in movimento. E’ stato soccorso, quindi accompagnato in codice rosso all’ospedale unico della Versilia. Le sue condizioni, pur serie, sono in fase di miglioramento. Mentre suo figlio Samuele è morto nel cuore della notte all’ospedale apuano. E il padre, forse, ancora non lo sa.
Intanto la Procura di Lucca ha aperto un’indagine e il magistrato ha disposto l’autopsia sul corpo del giovane piemontese. Per capire cosa l’abbia ucciso, mentre i carabinieri sono al lavoro per ricucire tutti i momenti di questo sabato sera, padre e figlio, sulla spiaggia.




Intanto la Procura di Lucca indaga per morte in conseguenza di altro reato.
Martina Del Chicca
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