Federico Cafiero de Raho
Federico Cafiero de Raho

Roma, 27 novembre 2019 - "La mafia cinese esiste come quella nigeriana: abbiamo indicazioni chiarissime in Toscana, con il metodo del modello mafioso e il capo cosca adorato come un dio: davanti al luogo in cui permaneva, c'erano file di autovetture i cui conducenti scendevano solo per baciargli la mano". Lo ha detto il procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Federico Cafiero de Raho, in audizione davanti alla commissione Schengen. Parole destinate ad alimentare un dibattito mai sopito, visto che in passato più volte i giudici sono stati chiamati a "certificare" o meno l'esistenza della mafia cinese nelle nostre città, in particolare a Prato, dove nella comunità orientale (una delle più grandi d'Europa) non mancano esempi di preoccupante criminalità.

Tra le "tantissime" attivita' "gestite sotto il controllo della mafia cinese - ha spiegato - quello dei locali notturni e di tutte le attività economiche portate avanti. Anche in questo caso, come per la mafia nigeriana, la protezione è nei confronti della comunità cinese attraverso il controllo e l'intimidazione".