Firenze, 5 maggio 2021 -  Si occuperà del figlio e continuerà a sostenere tutta la famiglia della sua Luana Alberto Orlandi, 28 anni, fidanzato della ventenne rimasta uccisa in fabbrica. Con lei sognava ancora di fare tante cose, tra cui un viaggio a Parigi. Una giovane coppia che cercava di costruirsi un futuro, lui con il suo lavoro in un materassificio e lei all’orditura. Proprio il lavoro però ha spezzato la loro storia d’amore che durava da un anno e mezzo. L’ultimo bacio di Luana è stato quella maledetta mattina, prima di andare a lavoro.

«La sera abbiamo mangiato una pizza fatta in casa e prima siamo andati al River Pub. Siamo stati bene come sempre, abbiamo trascorso una serata tranquilla. Poi lunedì ci siamo salutati con un bacio e come al solito le ho chiesto di mandarmi un messaggio appena arrivata all’orditura. Alle 6 quel messaggio è arrivato».

Solo dopo poche ore una telefonata ha spezzato il cuore di Alberto: «Mi ha chiamato la mamma di Luana che però non riusciva a parlare e mi ha passato direttamente i carabinieri che mi hanno spiegato quello che era successo. Non conosco quel macchinario davanti al quale lavorava Luana. Il lunedì pomeriggio sono andato con suo padre in azienda per ritirare gli effetti personali e l’ho visto da lontano, ma non ho assolutamente capito come funziona. Mi sono voltato solo per capire dove tutto era successo». Ora il pensiero è solo per il figlio e la famiglia della sua amata Luana: «Mi sento come un padre, ci sono molto affezionato, e per questo continuerò a seguirlo a sostenerlo così come starò accanto a tutta la famiglia. Non mi sognerei mai di abbandonarlo».

Infine le parole per le raccolte fondi che sono nate per sostenere la famiglia di Luana: «Voglio ringraziare tutte le persone che ci stanno aiutando. Grazie per queste iniziative che danno sostegno alla famiglia di Luana e a suo figlio». Intanto a casa tutti i familiari di Luana si concentrano sul bambino, al quale è stato spiegato quanto accaduto, nei modi appropriati, sotto il consiglio del pediatra. «È toccato alla mia migliore amica – spiega Emma Marrazzo, la mamma della giovane operaia – informarlo nei modi giusti. Lui dapprima si è sdraiato sul letto e ha pianto. Poi mi ha chiesto di pregare con lui, per far tornare la mamma. Mi ha messo lui il canale televisivo di Padre Pio e mi ha detto: ma se io prego, Gesù me la ridà la mia mamma, la rimanda quaggiù? Gli ho detto no, perché non lo può fare, ma tu la tua mamma ce l‘hai nel cuoricino, senti con la mano il battito... È lei». «Ora il mio nipotino – riprende la nonna Emma – è un po‘ più tranquillo, gioca, la mamma gli aveva insegnato a contare fino a cento e lui ci fa vedere che lo sa fare. La prossima settimana tornerà all‘asilo, anche se quest‘anno ha frequentato poco a causa della pandemia». Emma ha un altro figlio di 30 anni, che era molto affezionato alla sorella Luana: «Era il suo punto di riferimento – spiega la signora –, lui è disabile e Luana era il suo mondo, ora è distrutto dal dolore, non sa come fare senza di lei». Luana era una ragazza madre, ma «il padre del bambino – commenta con amarezza Emma – non si è fatto vivo neppure in questi giorni. Non si è mai fatto vivo, fin dall‘inizio. Ha solo riconosciuto il figlio, e poi basta». Ieri il sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi, ha annunciato che il giorno del funerale, che probabilmente verrà fatto lunedì, in città sarà lutto cittadino.

Michela Monti - Patrizio Ceccarelli