Giorgio La Pira
Giorgio La Pira

Firenze, 14 maggio 2019 - Un eroe cristiano che si è mosso sempre alimentando l’intelligenza del cuore e dando forza a un’azione politica che aveva come fine il bene comune. Davvero per capire fino in fondo il «profeta della speranza» Giorgio La Pira, nelle sue molteplici manifestazioni, c’era bisogno di un’opera omnia. Non solo «sindaco santo» della Firenze della rinascita e crescita. Ma anche l’intellettuale che si sporca le mani. Il docente universitario di istituzioni di Diritto romano. Il diplomatico dei ponti da costruire verso il mondo più lontano. E poi il costituente e il democristiano fino in fondo che con Fanfani, Dossetti e Lazzati dette vita al movimento Civitas humana: parole d’ordine riforma sociale in cui il mondo cattolico era protagonista in nome di partecipazione e uguaglianza.

La Pira soprattutto l’innamorato del Signore (la Chiesa lo ha proclamato venerabile) e l’emigrante dalla sua Pozzallo in Sicilia, divenuta ai giorni nostri terra di approdo della globalizzazione della gente più ultima degli ultimi. E ancora l’economista dello sviluppo keynesiano come ha cercato di far capire nel suo libro L’attesa della povera gente dove sognava occupazione più produzione più consumo come motore di un altro mondo possibile, non finalizzato solo a dare fiato e affari al capitalismo di pochi.

Ecco che i primi tre volumi dell’opera omnia, L’Edizione Nazionale degli scritti di La Pira, promossa dall’omonima Commissione ministeriale costituita presso la Direzione generale Biblioteche e Istituti culturali del ministero per i Beni culturali (pubblicata dalla Firenze University Press, casa editrice dell’Ateneo fiorentino) rivestono particolare interesse. I volumi usciti sono Scritti giovanili, curato da Piero Antonio Carnemolla; La fondazione romanistica. Scritti di storia e di diritto romano, curato da Patrizia Giunti; Principi contro i totalitarismi e rifondazione costituzionale curato da Ugo De Siervo.

I tre libri saranno presentati oggi all’Università di Firenze alla presenza del premier Giuseppe Conte (alle 16) con il rettore dell’Università di Firenze, Luigi Dei, e della presidente della Commissione ministeriale, Diana Marta Toccafondi; Paolo Grossi, presidente emerito della Corte Costituzionale, terrà una lectio dal titolo Le architetture di Giorgio La Pira.

«Questa Edizione nazionale consacra e conferma il rilievo di Giorgio La Pira nella storia culturale, civile e politica del nostro Paese – spiega Diana Marta Toccafondi – I suoi scritti, che spaziano dal diritto romano e costituzionale all’impegno politico e sociale per i poveri, dall’attività come sindaco di Firenze e come operatore per la pace alla riflessione teologica, si muovono intorno ad un nodo centrale irrinunciabile: la riflessione sul valore della persona umana, che animò anche il suo contributo all’elaborazione della Costituzione repubblicana e alla costruzione di un’Europa di popoli, nazioni e città».

È stato necessario un lungo e paziente lavoro per individuare tutti gli scritti di La Pira, spesso editi in pubblicazioni eterogenee, ed altrettanto complesso definire un progetto editoriale che restituisse la profonda coesione interna dell’universo lapiriano. Dopo ventidue anni sono usciti, dunque, i primi tre volumi dell’opera omnia.

A questi volumi ne seguiranno altri: un quarto dedicato alle molteplici dimensioni dell’impegno di La Pira in campo sociale, politico e amministrativo (La città e la persona umana, curato da Pier Luigi Ballini e Giulio Conticelli); un quinto dedicato ai suoi profetici interventi in campo internazionale (La costruzione della pace: scritti di politica internazionale, curato da Bruna Bagnato) e infine un sesto, che raccoglierà i suoi scritti più propriamente religiosi (Il credente e la Chiesa. Scritti di vita religiosa ed ecclesiale, curato da Bruna Bocchini e Augusto D’Angelo).