Vaccinazione
Vaccinazione

Firenze, 22 giugno 2022 - «Se necessario arriverò fino al presidente della Repubblica". Con la forza di volontà di un diciassettenne che ha già fatto il testamento biologico nella consapevolezza che questo avrà solo un valore di orientamento ma non legale, perché lui è minorenne, ora Matteo vuole imporsi sulla scelta no vax che entrambi i suoi genitori (non sposati) hanno preso per lui. Il liceale fiorentino vuole fare il vaccino, ne è convinto al punto da chiedere agli insegnanti di dargli una mano a far valere la decisione per la tutela della sua salute e di quella pubblica.
Ha la testa sulle spalle e un’autodeterminazione che lo accompagnerà sin davanti al giudice. Contro il parere dei genitori. Andrà così, ne è convinto. Intanto il primo passo è stato fatto. "Vado al mare con i miei amici, uscivo la sera già a 14 anni, ho voluto fare il testamento biologico, non capisco perché non possa decidere autonomamente di fare il vaccino", ha detto all’avvocato matrimonialista Gianni Baldini contattato dagli insegnanti del liceo.

Il percorso è tortuoso, ma la libertà vale mille fatiche. Matteo non può conferire mandato al legale, proprio perché minorenne. Dunque il liceo o un’altra istituzione sarà chiamata ad attivare il servizio sociale territoriale per avviare un ricorso innanzi al tribunale competente. Insomma, alla fine sarà il giudice a decidere, ma il percorso è tutt’altro che banale. Analogamente la procedura potrebbe essere attivata rivolgendosi al Garante dell’infanzia e dell’adolescenza. Altrimenti c’è un’altra strada ancora: rivolgersi all’Ufficio interventi civili della procura minorile che, in un verbale di ascolto, cristallizza la volontà del minore consentendo di chiedere l’apertura di un procedimento presso il tribunale per i minorenni che, a sua volta, nominerà un curatore speciale che sosterrà l’istanza del minore contro i genitori.

Un passo importante. E sicuramente complesso per un ragazzo. In ogni caso sarà solo il giudice a poter dirimere il conflitto. L’orientamento della giurisprudenza in punto di vaccinazione (obbligatorie o non), in base a tre sentenze del 2017, va nel senso che se c’è un concreto pericolo per la vita o la salute del minore (per la gravità e la diffusione del virus) e ci sono dati scientifici univoci e concordati che quel determinato trattamento sanitario risulta efficace il giudice potrà "sospendere" momentaneamente la capacità del genitore contrario al vaccino. In altre parole, il giudice ritiene più corretta la scelta del genitore conforme alla legge e all’opinione scientifica "largamente dominante".