Jury Chechi, il «re degli anelli»
Jury Chechi, il «re degli anelli»

Prato, 21 marzo 2019 - «Tengo molto  ai miei trofei ma li metto all’asta per una buona causa. La palestra dove ho iniziato è in grave difficoltà e serve al più presto un nuovo impianto elettrico. È una piccola cosa la mia, ma spesso sono le piccole cose a fare la differenza». Jury Chechi non ci sta. È stata la sua casa per anni, il luogo dove si è allenato ogni giorno tra esercizi, fatica e sudore che lo hanno consacrato al successo delle Olimpiadi di Atlanta 1996. È il «Signore degli anelli», che domenica sarà al Museo Pecci di Prato per aiutare concretamente la palestra Etruria di proprietà del Coni, che versa da tempo in gravi difficoltà. È un dolore vedere quel luogo, così caro alla sua crescita, decadere a causa di problemi strutturali. E così Jury Chechi ha deciso di fare qualcosa di concreto per aiutare la palestra che è stata la sua prima casa.

Un campione non solo nello sport che è riuscito a portare in alto i colori dell’Italia regalando l’oro olimpico nella ginnastica a Atlanta 1996. Prima di lui era stato Franco Menichelli nel corpo libero alle Olimpiadi di Tokyo del 1964. Ma Jury non è solo questo: è un uomo, ancor prima che atleta e campione, dal cuore d’oro. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il problema all’impianto elettrico che ha costretto le piccole allieve dell’Etruria di oggi ad allenarsi quasi al buio in tutti questi mesi invernali. Davvero troppo per restare con le mani in mano e così Chechi ha deciso di mettere all’asta i suoi trofei sportivi – circa 200 tra coppe e medaglie – per aiutare economicamente la palestra. Simboli di vittorie che saranno a disposizione di quanti vorranno dare un contributo per aiutare quella che non è semplicemente una palestra, ma un simbolo per la città. Cimeli che chiunque potrà portarsi a casa. La base d’asta? Non poteva che essere una cifra simbolica: 19,96 euro, ossia l’anno che consacrò il Signore degli anelli.

La struttura necessita più di tutto di un nuovo impianto elettrico, l’unico modo per permettere alle giovani promesse della ginnastica artistica di proseguire con gli allenamenti. E per racimolare i soldi necessari il Signore degli Anelli ha deciso di mettere in vendita i riconoscimenti conquistati durante la sua lunghissima carriera, tranne le medaglie olimpiche e quelle mondiali. E quale occasione migliore se non quella offerta dal Pecci nell’ambito della mostra ‘Triumph’ con l’installazione di Alexsandra Mir: ognuno dei 2529 trofei raccolti dall’artista porta con sé una storia unica e irripetibile di successo e sacrificio. «Jury Chechi è affezionato alla sua città e alla palestra Etruria. Ha capito che questo è un momento di grande difficoltà e così si è messo in gioco per aiutarci. Ha dato tutta la sua disponibilità per fare qualcosa di concreto e ha deciso di mettere all’asta i suoi trofei. Il ricavato sarà tutto destinato alle sistemazioni più urgenti », spiega la presidente dell’Etruria, Grazia Ciarlitto. «Abbiamo accolto con grande onore e piacere l’iniziativa di Jury Chechi che resta il simbolo della ginnastica artistica a Prato. Ancora oggi dimostra la sua vicinanza, è un bel segnale per la società e per la città». L’appuntamento è domenica alle 10,30 al Museo Pecci in viale della Repubblica per una mattinata insieme al campione olimpico. «Sarà lui che parlerà al pubblico, farà le foto con quanti vorranno, racconterà le emozioni di quando ha vinto. Si tratta della sua storia sportiva nella quale ha collezionato oltre 200 trofei. Sarà una giornata emozionante alla quale sono invitati tutti a partecipare», aggiunge Ciarlitto. Purtroppo per la palestra Etruria non si vedono soluzioni definitive all’orizzonte perché possa tornare ad essere lo stesso luogo di formazione sportiva e di eccellenza di un tempo, servirebbero lavori per almeno due milioni di euro. Una storia centenaria naufragata in anni di incuria dovuta a burocrazia, scontri e mancate intese.

Silvia Bini