Jury Chechi, 50 anni, ex ginnasta e campione olimpico, vive a Prato
Jury Chechi, 50 anni, ex ginnasta e campione olimpico, vive a Prato

Prato, 8 aprile 2020 - Jury Chechi ha fatto collezione di infortuni e di medaglie, mille mischie ha attraversato nello sport e ora al telefono, con la voce sottile, ammette: "Questa proprio non me l’aspettavo, come tutti credo. Sembra un film, invece è la realtà. Ho solo una certezza, che magari è una speranza".
Quale?
"Nei periodi di maggiore difficoltà nascono le migliori opportunità, lo so per esperienza personale. Dobbiamo essere ottimisti, molto lentamente torneremo alla normalità".
Quali tempi prevede?
"La nostra vita comunque sarà diversa e condizionata da quello che è successo in questi mesi del 2020. Per strada e nelle situazioni di contatto tenderemo a rispettare di più le distanze, credo sia inevitabile perché un po’ sono cambiati anche i nostri cervelli. Per il ritorno alla normalità, quella vera, mi do la scadenza delle olimpiadì di Tokyo, nell’estate del 2021".
Quali strumenti si aspetterebbe dal governo per ripartire?
"Faccio una premessa: ho nel cuore chi si è trovato addosso la responsabilità di prendere decisioni, perché stiamo fronteggiando un’emergenza mai vista. Detto questo, mi sono mancate due cose: la chiarezza e la tempestività".
Si riferisce ai contributi e alle modalità per richiederli?
"Anche. Vorrei che il sistema fosse più snello, la burocrazia continua a essere uno dei principali mali del nostro Paese. Ancora non ho capito concretamente cosa bisogna fare, vedo che anche per i sussidi alimentari ci sono differenze fra un comune e l’altro. Non lo dico per polemica, ma ci sono poi alcune categorie che in questo momento sono tagliate fuori: per esempio la mia".
Perché?
"Faccio l’imprenditore da quando ho lasciato lo sport, ho tre società e mi occupo di turismo, eventi, manifestazioni, formazione: tutti settori travolti dall’emergenza. Per ora solo grandi parole, e ci può stare vista la situazione, ma mi aspetto concretezza".
Ci faccia un esempio.
"Il fatturato di chi lavora in proprio si è fermato a febbraio. Ho un albergo e ho avuto il 100 per cento di cancellazioni, il mutuo è stato sospeso perché sono andato io a parlare in banca... Non voglio certo fare la vittima. Penso però al futuro, alle norme che cambieranno, alla tutela dei dipendenti: mi aspetto indicazioni chiare per una ripartenza che ci permetta di tornare gradualmente alla normalità".
Cosa le è mancato di più in questo periodo?
"Cose semplici: andare in bicicletta, uscire per una pizza, frequentare il cinema. La bici potrei anche usarla, ma evito perché penso che in caso di caduta sarei d’intralcio in ospedale. Ma vedo che il senso civico è una grande qualità del nostro Paese, a parte rari casi tutti si sono comportati nel modo giusto. Ora però dobbiamo pensare a come riaprire, gradualmente la la nostra vita. Io sono uscito poche volte e solo per portare fuori il cane. E di sera, qui a Prato, ho visto anche cose che non mi sono piaciute...".
Tipo?
"Tanti spacciatori in giro con la bici. Capisci che sono loro, si sono appropriati di uno spazio, ma significa che il resto delle persone ha rispettato le regole. Io sono uscito tre volte e tre volte mi hanno fermato per i controlli, giustamente eh, perché le forze dell’ordine stanno facendo un grandissimo lavoro".
Pensa che questo periodo ci lascerà anche qualcosa di positivo?
"Ho riflettuto spesso su questo. E, situazione economica a parte, mi sono detto che mai come in questo periodo mi sono goduto la famiglia. Comunque rispondo: ci sono stati tantissimi morti, ma anche se avesse perso la vita una persona, una sola, per rispetto non potremo parlare di aspetti positivi. Quindi no, nessun aspetto buono".
Torniamo ai tempi della ripresa.
"Piano piano dovremo allentare la chiusura totale, magari da Pasqua in poi, ma dovremo preparare il ritorno alla normalità. Evitando magari di incolpare chi porta fuori i bambini o va a fare jogging...".
A proposito di figli, lei ne ha due: come stanno vivendo questo periodo?
"Sono grandi ormai, il maschio ha 17 anni e la femmina 15, sono praticamente un uomo e una donna. Viviamo il periodo sapendo che siamo immersi in una situazione gravissima, ma cerchiamo di parlarne con serenità. Mio figlio, poi, è un modello perfetto per rispettare le regole: resta in pigiama dalla mattina alla sera, lui non esce di sicuro...".
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