Firenze, 17 luglio 2021 - «Siamo arrivati al disastro". Anoressia, un disturbo mentale in crescita esponenziale. Aumentano i casi da ricovero tra i minori, ragazzini da 11 anni in su: sono quadruplicati in Toscana nei primi sei mesi del 2021. "Il fuoco covava sotto la cenere, la pandemia ha fatto emergere il malessere e ora siamo in seria difficoltà a trovare posti letto per rispondere a un’emergenza vera: ma perché il disagio non è stato intercettato prima?". A lanciare l’allarme e un appello è il direttore generale dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze Alberto Zanobini che presiede anche l’Associazione ospedali pediatrici italiani (Aopi).

"Le percentuali mostrano un quadro molto preoccupante: mentre gli accessi al pronto soccorso nel 2020 sono diminuiti del 42% rispetto all’anno precedente, per l’emergenza psichiatrica è stato registrato un aumento del 15%: il delta è impressionante", spiega Zanobini.

Andando nei numeri assoluti dei ragazzi che hanno avuto bisogno di un ricovero per le condizioni di estrema magrezza che rappresentano un pericolo assoluto per la sopravvivenza, lo studio del Meyer ha messo in evidenza una crescita esponenziale.

Nel bimestre gennaio-febbraio 2019 erano stati registrati 5 accessi per anoressia, l’anno successivo solo uno e quest’anno ben 21. "Da quel momento il numero è continuato a crescere ogni mese e siamo in oggettiva difficoltà a dare una risposta in termini di posti letto: siamo costretti a ricoverarli anche nelle corsie della medicina generale che non sono attrezzate per rispondere a questo problema specifico", spiega Zanobini.

Tra i disturbi mentali crescono in particolare anoressia, depressione con ideazione suicidaria e autolesionismo. "La situazione è drammatica in tutt’Italia e in Europa: c’era già un trend di crescita ma gli effetti della pandemia l’hanno accelerato ulteriormente".

Si sarebbe dovuto investire di più in strutture territoriali che invece si sono impoverite negli anni, "non riusciamo ad accogliere tutti quelli che vorremmo in ospedale e poi non riusciamo neppure a dimetterli perché non esistono strutture intermedie tra l’ospedale e il rientro in famiglia", dice il direttore generale del Meyer. "Dopo aver trattato la fase acuta è bene che questi ragazzi escano dalle corsie, perché qui peggiorano". Ieri al Meyer un ragazzino ha tentato di dar fuoco alla stanza di degenza.

Il fenomeno è esploso con l’isolamento sociale anche a causa di un’aumentata difficoltà nei rapporti familiari. Il Meyer ha deciso di cambiare in corsa il progetto già approvato per la realizzazione del Parco della salute, raddoppiando gli spazi per ricoveri, day hospital e ambulatori dedicati alla neuropsichiatria che ora è ospitata a Villa Ulivella.

"Ma non è solo aumentando posti letto che si risolve il problema, altrimenti ci vorrebbero cattedrali – incalza Zanobini – Serve una risposta di sistema. Bisogna sfruttare i fondi del Pnrr anche per programmi territoriali di prevenzione nelle scuole, per la diagnosi precoce dei pediatri di famiglia, per la riabilitazione post ricovero in strutture protette. Non c’è più tempo". Mancano anche i neuropsichiatri. Il Meyer farà un concorso. "Voglio fare un appello perché vengano a lavorare anche in ospedale".