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15 gen 2022

Non solo coronavirus, allarme influenza aviaria

Trovato un tacchino colpito dall’influenza in un parco di Campi Bisenzio: il virus può trasmettersi anche all’uomo

ilaria ulivelli
Cronaca
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Analisi di laboratorio (foto di repertorio)

Firenze, 16 gennaio 2022 - Nel pieno dell’emergenza pandemica mondiale per il coronavirus, si riaffaccia anche l’incubo dell’influenza aviaria. Il primo caso in Toscana di AH5N1 è stato rilevato in un tacchino del rifugio per animali nel parco Chico Mendes di Campi Bisenzio (Firenze) che resterà chiuso trenta giorni per scongiurare il rischio di trasmissione alle persone. Identificata per la prima volta in Italia più di un secolo fa, l’influenza aviaria è una malattia degli uccelli causata da un virus dell’influenza di tipo A, che può essere a bassa o ad alta patogenicità: quello dell’animale ritrovato morto nel rifugio gestito da Earth Firenze è un caso dichiarato ad alta patogenicità dagli istituti zooprofilattici di Firenze, Roma e Padova, dove ha sede il Centro di referenza nazionale per l’influenza aviaria e la malattia di Newcastle.

Nel rifugio del parco (gestito dal circolo culturale ricreativo e sportivo San Donnino) si sono verificate diverse morti sospette nei giorni scorsi. "L’importanza del controllo sanitario per questa malattia non è legato solo a un problema di sanità animale ma anche di sanità pubblica – spiega Luca Cianti, direttore dell’area funzionale di sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare dell’Asl Toscana centro – I virus influenzali appartenenti al tipo A possono, infatti, infettare anche altri animali (maiali, cavalli, cani) nonché l’uomo".

Con l’esplosione dell’attuale epidemia che ha preso il via nel 2003 dalla Cina, uccidendo più di 150 milioni di volatili, è stata documentata la capacità del virus di contagiare direttamente anche gli esseri umani, causando forme acute di influenza che in molti casi hanno portato a morte. Il rischio principale, data l’elevata frequenza con cui questi virus vanno incontro a fenomeni di mutazione, c’è la possibilità che da un serbatoio animale possa originare un nuovo virus – capace di trasmettersi da persona a persona – per il quale la popolazione umana risulta suscettibile, dando modo alla malattia di estendersi a livello globale, provocando una pandemia. Contrariamente alle normali epidemie di influenza, una pandemia coinvolgerebbe larghi strati di popolazione, non solo quella che viene definita "a rischio", ma anche individui giovani e sani.

"Nel 2021 c’è stata una notevole recruscenza di influenza aviaria anche in Italia, soprattutto negli allevamenti avicoli del Nord dove si sono verificati 280 focolai infettivi – spiega Cianti – Questo è il primo caso in Toscana. Il laghetto del parco è una pista d’atterraggio ideale per gli uccelli migratori che spesso sono serbatoi di virus". Possono essere anche portatori sani, che infettano gli animali locali e proseguono il loro viaggio.

Per circoscrivere il focolaio,ieri l’amministrazione comunale di Campi Bisenzio ha emesso un’ordinanza di immediata chiusura del parco Chico Mendes per trenta giorni. "Un provvedimento necessario a salvaguardare anche la cittadinanza, vista la possibilità di trasmissione della malattia – spiega il sindaco Emiliano Fossi – La salute pubblica è la nostra prima preoccupazione. Prevenire situazioni di pericolo è fondamentale anche per evitare di stressare la cittadinanza".

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