Foto di gruppo per la presentazione della Guida Michelin (Ansa)
Foto di gruppo per la presentazione della Guida Michelin (Ansa)

Firenze, 6  novembre 2019 - Le novità ’ più “ghiotte”, è proprio il caso di dirlo, riguardano l’Umbria e la provincia di Siena. La prima ha del clamoroso: Gianfranco Vissani perde una stella, di due che ne aveva. La seconda ha del tenero, e si ambienta a Castelnuovo Berardenga. Anzi, a Villa a Sesta. Dove un giovane contradaiolo della Tartuca e la sua altrettanto giovane moglie – si chiamano Senio Venturi e Elsa Bianchini – coronano un sogno che poteva sembrar follia all’inizio dell’avventura: la stella Michelin per un ristorante nato piccolo, e piccolo rimasto, a difesa delle grandi tradizioni della campagna toscana. E così nel piccolo borgo le stelle sono due, praticamente due porte accanto, fatto forse unico, perché lì di fianco all'Asinello resiste l’ormai ultrartrentennale stella della Bottega del Trenta guidata da due cavalle di razza come Hélène Stoquelet e Nadia Mongiat.

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Stelle. E’ il giorno della “Rossa” Michelin, la Guida più temuta dai ristoratori e da chi sta in cucina. Non va male, per la Toscana, l’edizione 2020: mentre mantengono le posizioni La Spezia (premiato ancora Mauro Ricciardi alla Locanda dell’Angelo di Ameglia che fu il tempio del mitico Angelo Paracucchi) e l’Umbria (oltre alla semibocciatura di Vissani, mantiene la stella il Vespasia di Norcia), aumentano i “macaron” assegnati al Granducato.

Fermi i locali con tre stelle (l’inossidabile Enoteca Pinchiorri) e quelli con due (Arnolfo a Colle Val d’Elsa, Bracali a Massa Marittima, Caino a Montemerano e il Piccolo Principe di Viareggio), crescono a 35 i ristoranti con una stella: erano 31, ma in realtà le novità sono 6, il saldo è dato da due stelle perse, al Winter Garden del St. Regis a Firenze e al Poggio Rosso di Borgo San Felice a Castelnuovo Berardenga, dove però la nuova accoppiata Enrico Bartolini – Juan Camilo Quintero potrebbe portare a recuperare presto, visto che Bartolini intanto ha conquistato la terza stella con il Mudec di Milano, e ne ha già in dote una in Toscana a Castiglione della Pescaia…

Eccole, le sei nuove stelle. Oltre all’Asinello, di cui si è detto, a Firenze, Ana Karime Lopez Kondo alla Gucci Osteria di Massimo Bottura e Rocco De Santis al Santa Elisabetta dell’Hotel Brunelleschi; a Bosco ai Frati, in Mugello, Antonello Sardi riconquista la sua stella (l’aveva alla Bottega del Buon Caffè di Firenze) nella cucina del Virtuoso alla Tenuta Le Tre Virtù; a Forte dei Marmi, Nico Gronchi se la porta dietro al Parco di Villa Grey; a Viareggio, la ritrova subito con la riapertura Luca Landi al Lunasia dell’Hotel Plaza de Russie.

Confermate anche dopo il cambio di chef anche le stelle a Borgo San Jacopo (Claudio Mengoni) e Bottega del Buon Caffè (Erez Ohayon) a Firenze; Meo Modo di Chiusdino (Giovanni Di Giorgio); Il Pievano di Gaiole in Chianti (Stelios Sakalis); Bistrot di Forte dei Marmi (Andrea Mattei, già stellato a Meo Modo e prima ancora al Magnolia del Forte); infine, a La Pineta di Marina di Bibbona, dove i fratelli Andrea e Daniele Zazzeri portano il pesante fardello della memoria dell’indimenticato padre Luciano, lo chef pescatore amato da tutti.

Complessivamente, la provincia più stellata è Firenze, 14 stelle per 12 locali, seguita ex aequo da Lucca e Pisa, con 11 stelle per 10 ristoranti. Poi ci sono i “Bib Gourmand”, i locali dove si può fare – secondo la Rossa – una piacevole esperienza gastronomica spendendo meno di 32 euro (35 nelle città più grandi): in Toscana sono ancora 27 come nella precedente edizione, e anche l’Umbria ne mantiene sei.