Servizi territoriali, si ripropone il possibile taglio della presenza della guardia medica
Servizi territoriali, si ripropone il possibile taglio della presenza della guardia medica

Firenze, 16 maggio 2021 - Era già successo a novembre. Nel culmine della pandemia e in piena riorganizzazione dei servizi, la Regione Toscana aveva annunciato tagli e accorpamenti della guardia medica da mezzanotte alle 8 del mattino. Ma ne era seguita una polemica tale da far scattare il dietrofront, spiegando che il progetto sarebbe stato attivato solo in caso di emergenza. Da allora, la questione è rimasta congelata, anche se con qualche riduzione del servizio, per esempio in occasione delle festività, accompagnata da feroci polemiche. Ora però ci risiamo.

In una lettera ai sindaci, la Asl Toscana Centro ha comunicato che "nell’ottica di assicurare il servizio di continuità, adeguandolo alle mutate condizioni di disponibilità del personale, si intende lavorare al rimodellamento del servizio, che mantenga l’attuale organizzazione nei diurni e serali, alle 20 alle 24, e che preveda dopo le 24 l’accorpamento delle sedi e la riduzione dei medici in turno per zone, in sedi individuate con i sindaci". A motivare la scelta, la Asl spiega che la situazione epidemica "ha indirizzato l’operato dei medici verso le attività di contrasto al Covid, con il potenziamento delle Usca, per la presa in carico dei pazienti a domicilio, negli alberghi sanitari, nelle strutture di cure intermedie e nella campagna vaccinale".

La lettera, che annuncia un successivo piano da discutere con i sindaci e i sindacati, non è peraltro isolata: anche le altre Asl starebbero avviando procedure analoghe. Durissima la reazione del Sindacato dei Medici Italiani (Smi) che per primo ha sollevato il caso e che ha scritto una lettera al presidente della Toscana, Eugenio Giani. "Siamo preoccupati per l’ennesima prospettiva di tagli – spiega Giorgio Fabiani, responsabile regionale toscano Smi 118 convenzionati -. Riteniamo che la giustificazione dello spostamento dei medici sia opinabile nel merito e sbagliata nei tempi: l’emergenza sanitaria dovrebbe cessare a luglio, quindi avrebbe avuto senso affrontare la questione mesi fa e non ora".

L’altra motivazione riguarda i pochi medici presenti. "Questo problema è reale – continua Fabiani - e la causa sta nella sospensione, per tanti anni, dei corsi abilitanti. Ma la soluzione è utilizzare tutte le risorse disponibili, togliendo, per ragioni emergenziali, le incompatibilità che non permettono ai medici di aumentare il volume di lavoro. Non è pensabile annullare il servizio dalle 24 alle 8 lasciando come unico baluardo il 118, già devastato da tagli e riorganizzazioni". Risponde l’assessore regionale alla Salute, Simone Bezzini. "Quello appena avviato dalle Asl è un confronto interlocutorio con i sindaci – spiega – ma nulla è stato deciso. Abbiamo poche risorse a disposizione perché, a causa delle scelte fatte in passato sulla formazione, i medici scarseggiano: non è neppure una questione economica, ma di disponibilità di personale. Dobbiamo usare al meglio le risorse che abbiamo e le Asl decideranno insieme ai sindaci come: è il senso della lettera. Il primo scoglio da affrontare è l’estate, quando, soprattutto nelle zone più isolate, si rischia di non poter garantire tutti i servizi attuali".