In foto il codice qr che vale come green pass
In foto il codice qr che vale come green pass

Firenze, 23 luglio 2021 - Più delusi che felici. A Firenze il primo effetto del Green pass è una lunga scia di reazioni fra attacchi al veleno e timori. Ma non mancano anche gli ottimisti.
Le categorie economiche . Le più perplesse sono le attività che si vedono di nuovo nella morsa delle restrizioni. "Chiediamo di agire con prudenza e di valutarne gli effetti sulle imprese, escludendo comunque dall’obbligo i piccoli locali con pochi coperti e le attività della zona bianca", dice a caldo Nico Gronchi, il presidente regionale di Confesercenti.
I ristoranti . Più che con il certificato verde, Gianluca Maddii del Affè di Bacco, ce l’ha con chi rifiuta il vaccino. "Credo che il Green pass per i posti al chiuso sia un buon incentivo per chi è ancora reticente al vaccino – commenta – Certo, per noi aumentano le difficoltà: con quale coraggio un cameriere che magari è uno studente deve fare lo sceriffo e chiedere il Green pass? Serve più chiarezza sulle regole".
Bar . Incognita controlli anche per i bar, per i quali il Green pass è obbligatorio solo per il servizio al tavolo. "Fra tutte le soluzioni negative questa è la meno negativa – commenta Elisabetta Salusest del bar Gherardini – I bar hanno un movimento di clienti intenso ed è impensabile assumere una persona per fare i controlli. Queste nuove regole creano confusione, sembrano scritte da chi non ha idea di cosa voglia dire avere un bar". Inevitabile un calo di affari. "Abbiamo stimato una perdita del 30 per cento. Non poco, soprattutto in tempi di pandemia".
Discoteche. Il mondo della notte, dai locali alle sale da ballo, è sicuramente uno dei più colpiti dalle nuove regole. Non è accennata, infatti, la possibilità di riapertura per le discoteche invernali, nonostante il green pass, mentre per i locali estivi saranno in vigore le precedenti regole. "Per le discoteche è una mazzata, speravamo di riaprire, mentre i locali rimarranno chiusi ancora per molto tempo – spiega Francesco Poggi, organizzatore del Flò –. Anche in vista di questa stagione estiva l’affluenza diminuirà molto, siamo davvero preoccupati. La cosa che ci fa più male è che non si è pensato minimanete alle discoteche".
Cinema. Anche i cinema potranno riaprire solo ai clienti munti di green pass. "Devo dire che è un fulmine a ciel sereno – dice Monica Caloffi, proprietaria del cinema Portico–. Speriamo, però, che invogli la clientela a venire, visto che con il green pass possiamo essere tutti ancora più sicuri. Dobbiamo ridare fiducia alle persone".
Musei. Stessa cosa per mostre e musei, che avranno l’obbligo del green pass. ""La situazione è complessa – dice Sergio Risaliti, direttore del Museo del Novecento –. Ma io credo che per i musei la soluzione sia o green pass o tampone, più le altre misure a cui siamo abituati: gel, mascherine, misurazione della temperatura, distanziamento. Voglio anche sottolineare che non è nei musei che ci si ammala, ma in cornici sovraffollate in tempi e spazi ridotti".
La politica. Piovono critiche invece dal centrodestra: "Il sindaco di Firenze, Dario Nardella si adegui alle regole nazionali sul Green pass, invece di annunciare che se queste non sono di suo gradimento, è pronto a firmare ordinanze restrittive per correggere i punti stabiliti dal Governo", tuona il capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella. Scatenato anche il capogruppo del Carroccio a Palazzo Vecchio, Federico Bussolin: "Quello che annuncia Nardella è pericoloso per un motivo sostanziale, forse adducibile a un colpo di caldo. Lo Stato attraverso un voto parlamentare ha lasciato libertà di scelta per il vaccino, a eccezione del personale sanitario. Per questo un obbligo surrettizio come desidera Nardella, prevedendo l’obbligo di vaccinazione per prendere il caffè al bar, ci vede contrari, perché lo Stato non prevede questo".