Firenze, 4 agosto 2021 - Un nuovo tavolo fra Governo, vertici della Regione e lavoratori per salvare la Gkn, l'azienda dell'automotive con sede a Campi Bisenzio in cui i 422 lavoratori sono stati licenziati con un'email. Il ministero del Lavoro ha fatto la sua proposta di cassa integrazione. Si attende la risposta dell'azienda. Ecco tutte le tappe di una lunga giornata. 

L'azienda farà sapere il suo responso

L'azienda darà nei prossimi giorni il suo responso sulla proposta del viceministro di una cassa integrazione per 13 settimane, ovvero tre mesi, al termine dei quali si vedrà come procedere.  

"Urge normativa anti-chiusure"

“Dinanzi alla protervia e all’arbitrio di Gkn chiediamo che la annunciata normativa contro chiusure e delocalizzazioni venga varata presto, in tempo per influire sulle vertenze in corso”. Lo dichiarano Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm, e Davide Materazzi, segretario della Uilm di Firenze. “Purtroppo GKN - spiegano Ficco e Materazzi - non dà cenno di ripensamento alcuno e rappresenta un caso emblematico che deve far riflettere opinione pubblica e istituzioni. Speriamo che si arrivi davvero a una normativa che ostacoli chiusure e delocalizzazioni. Per certi versi si potrebbe trarre ispirazione dalla francese legge Florange, che certo non impedisce le chiusure ma le rende più difficili e cerca di offrire una tutela ai lavoratori, accompagnandola magari con il ripristino degli ammortizzatori sociali ante jobs act, così da poter accompagnare i processi di riorganizzazione e riconversione industriali”.

Il Governo propone 13 settimane di cassa integrazione

Durante il tavolo il viceministro Todde avrebbe parlato duramente all'azienda: “Non veniamo a parlare del fatto che non avete preso finanziamenti pubblici - avrebbe detto - perché state mentendo. Il vostro gruppo ha preso più di 3 milioni di euro di contributi pubblici negli ultimi anni. Soldi dello stato. Casi come il vostro sono irricevibili da parte delle istituzioni, avete fatto una scelta unilaterale non concepibile. Si poteva trovare un interlocuzione condivisa, ma voi non avete voluto discuterne precedentemente. La nostra proposta è riuscire ad avviare un percorso, che veda partecipi anche le organizzazioni sindacali, che ci permetta di metterci attorno ad un tavolo a trattare. Le 13 settimane di CiG non hanno un costo per l’azienda e ci permettono di bloccare la procedura di licenziamento. Al termine di queste 13 settimane, valuteremo coralmente come procedere. Chiederò ad invitalia di mettersi a disposizione per la ricerca di un advisor. Pronti a riconvocare il tavolo in tempi rapidi, anche nelle prossime ore”.

Corteo in piazza del Duomo

Gli operai si sono poi spostati in piazza del Duomo. Qui, con cori e fumogeni, hanno spiegato le ragioni di questa nuova protesta, invitando la città alla manifestazione dell'11 agosto alle 20.30 in piazza della Signoria. 

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Operai sotto la prefettura

Gli operai della Gkn, dopo il presidio in vari punti della città, si sono spostati sotto la prefettura, dove si tiene il tavolo. 

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L'11 agosto nuova manifestazione

i lavoratori della Gkn distribuiscono volantini a Firenze per annunciare la manifestazione fissata per l'11 agosto. Il collettivo dei lavoratori, distribuito in tre presidi tra la stazione Santa Maria Novella, la Fortezza da Basso e piazza dalla Signoria, cerca di tenere alta l'attenzione sulla vertenza con bandiere e striscioni. La manifestazione, ancora una volta al grido di 'Insorgiamo', si terrà mercoledì 11 agosto, giorno della liberazione di Firenze, in piazza della Signoria alle 20.30.

Il Governo: "I lavoratori non sono qualcosa da prendere e scaricare"

Un momento del tavolo in prefettura

Secondo quanto si apprende il viceministro ha detto che il tavolo è stato convocato dal Mise per una gestione corale della vicenda. "Noi non stiamo discutendo - avrebbe detto - se sia possibile aprire o no una procedura, stiamo discutendo che un simile atteggiamento scarica tutta la responsabilità sociale dei lavoratori solo sulle istituzioni. I lavoratori non sono un qualcosa da prendere o scaricare, per questo siamo intervenuti in maniera così forte”.

Lavoratori Gkn in centro a Firenze nel giorno del nuovo tavolo

"Avete usato soldi dello Stato, siate coerenti"

“Il mio compito - il senso delle parole di Todde - è anche quello di richiamare alla responsabilità. Non stiamo negando la complessità della vertenza ma va detto che non non stiamo parlando di un’azienda con problemi specifici. Anzi. Questo tavolo serve a trovare delle soluzioni serie e concrete, che mettano in sicurezza il perimetro occupazionale e l’attività produttiva. Concludo il mio intervento: ci risulta che il gruppo Gkn abbia utilizzato fondi dello Stato in misura sostanziale, provenienti dalle due regioni che ospitano gli stabilimenti. Se si prendono i soldi dello Stato, si deve mantenere atteggiamento coerente da parte del gruppo senza fare scelte unilaterali sulla vita dei lavoratori e senza evitare di coinvolgere per tempo le istituzioni”, conclude Todde secondo quanto si apprende.

Le nuove manifestazioni dei dipendenti Gkn

Il tavolo in prefettura: azienda in collegamento

È iniziato il tavolo Gkn in prefettura a Firenze. All’incontro, presieduto dal viceministro al Mise Alessandra Todde, partecipano la Regione Toscana, il Ministero del Lavoro, il comune di Firenze, il comune di Campi Bisenzio, Gkn Driveline Firenze S.p.A, Confindustria Firenze e sindacati. L'azienda è in collegamento, come accadde nell'altro tavolo. Per l'azienda sono presenti l'ad Ghezzi e due avvocati. 

Un momento del tavolo: al centro il viceiministro, alla sua sinistra il presidente Giani

Gli incontri

Verso le 15 è iniziato un incontro con il viceministro Todde e il presidente della Regione Giani. Questo è avvenuto prima del tavolo, che si svolge in prefettura. Presente anche rappresentanza lavoratori.

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Le parole del viceministro

''Sono in viaggio per il tavolo Gkn. Ho convocato l'azienda e le istituzioni locali, Regione e comuni coinvolti e ho deciso, anche questa volta, di fare il tavolo direttamente a Firenze''. A dichiararlo è il viceministro allo sviluppo economico Alessandra Todde su Facebook. ''L'obiettivo di oggi è aprire una trattativa per soluzioni che salvaguardino il perimetro occupazionale. Come ho gia ribadito, le ristrutturazioni sono lecite, le delocalizzazioni annunciate via mail sono inaccettabili'', ha aggiunto. ''È importante procedere con il confronto tra le parti per trovare una soluzione ad una vertenza così difficile'', ha concluso Todde.

Solidarietà da tutta Italia

Intanto sono arrivate adesioni da tutta Italia. Hanno firmato la petizione disoccupati, casalinghe, pensionati, infermieri, professionisti, politici, imprenditori. È trasversale il sostegno per i 422 lavoratori della Gkn di Campi Bisenzio, licenziati con una mail dal fondo di investimento Melrose. Quasi in 6.200 hanno raccolto l’appello lanciato da tre big della politica regionale: Vannino Chiti, Claudio Martini ed Enrico Rossi, coloro che hanno governato la Toscana dal 1998 al 2020.

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"Agiremo in modo compatto contro un atteggiamento inaccettabile nella forma e nella sostanza – assicura il ministro – Cosa mi aspetto dal vertice? Abbiamo dato mandato pieno alla Todde di affrontare l’azienda".

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Qualche ora prima a lanciare un appello al premier Mario Draghi erano stati proprio i tre ex governatori. In testa Vannino Chiti, ex ministro e politico di tempra dura: "Le istituzioni battano un colpo, perché questa vertenza investe il territorio e un intero modello di sviluppo – esordisce Chiti –. Draghi deve intervenire in prima persona, ha una grande autorevolezza a livello europeo e internazionale, ci vuole la sua forza e il suo peso politico".

Il concetto di fondo è che la vertenza Gkn è ormai diventata un caso nazionale ed europeo: "Ci devono essere regole urgenti a livello internazionale che rendano prioritarie le vite dei lavoratori rispetto alle manovre speculative", insiste Chiti.

Agguerrito anche Claudio Martini: "C’è chi preme un bottone e cambia la vita di interi territori, se passa questo modello il rischio incombe su chiunque. La battaglia va sostenuta a ogni livello". Finora la petizione dei tre ex governatori (appellogkn.it) è riuscita a mettere insieme firme autorevoli come quelle di don Giovanni Momigli per la Curia fiorentina e di Severino Saccardi. L’obiettivo è superare le 10mila adesioni.

«La petizione è andata ben oltre le aspettative – sottolinea Enrico Rossi, governatore toscano dell’ultimo decennio –. Queste seimila firme devono valere. L’appello è prima di tutti al governo e a Draghi". Serve ancora più coraggio. Lo dice in maniera chiara il sindaco di Campi Bisenzio, Emiliano Fossi: "I lavoratori hanno subìto una scelta violenta, unilaterale e vigliacca. Ora però ci si aspetta uno scossone, la politica deve dimostrare più coraggio".