Firenze, 24 ottobre 2021 - Domani saranno due mesi dalla morte per Covid di Enzo Galli e quasi sei dalla disavventura della coppia di Campi Bisenzio in India, dove era andata per adottare una bambina. E le posizioni fra lo Stato e la vedova Simonetta Filippini restano distanti.

Enzo Galli e la moglie Simonetta Filippini con la piccola Mariam Gemma

L’onorevole Benedetto Della Vedova, sottosegretario del ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ha risposto in Parlamento in modo dettagliato all’interrogazione del deputato Stefano Mugnai (Coraggio Italia). Mugnai chiedeva chiarimenti sull’azione di governo, Farnesina e ambasciata, perché il ritardo nel rimpatrio della famiglia avrebbe portato a un aggravamento delle condizioni di Enzo Galli, tale da rendere necessario subito il ricovero a Careggi, ospedale da dove non è più uscito. La moglie Simonetta Filippini risultò positiva al Covid all’imbarco, il 30 aprile scorso, e fu trasferita in un albergo sanitario di New Delhi, mentre il marito e la bambina adottata si sistemarono in un hotel. L’ambasciata a New Delhi era chiusa per il lockdown e il visto per l’adozione era arrivato dopo tre giorni: proprio sul filo di quei giorni si è manifestato il Covid per Simonetta Filippini.

"Il 5 maggio – scrive Della Vedova nella risposta a Mugnai – in raccordo con la compagnia assicurativa, la nostra ambasciata ha nel frattempo organizzato il volo di rimpatrio sanitario della famiglia in Italia. La Regione Toscana aveva infatti confermato la disponibilità all’eventuale ricovero della signora Filippini presso l’ospedale di Careggi". Ma su questo Simonetta Filippini dissente in modo categorico: "Il volo sanitario è stato organizzato e pagato dall’avvocato Elena Rondelli che ha raccolto i soldi necessari, oltre 130mila euro. L’assicurazione sin dal primo momento ha risposto che potevo essere curata sul posto".

E l’associazione International Adoption di Firenze organizzatrice del viaggio? "L’associazione – risponde Simonetta Filippini – è sparita. Hanno cambiato nome in International Action: mi hanno mandato un messaggio il giorno che è morto Enzo. Dopo tre mesi di silenzio si sono fatti vivi e ho risposto che potevano evitare".

La signora Filippini intanto ha concluso le procedure burocratiche finalizzate all’adozione di Mariam Gemma, ma vuole vederci chiaro sulla gestione della vicenda: "Ho chiesto all’avvocato di verificare se ci sono responsabilità sia da parte dell’assicurazione sia dell’associazione. Poi vedremo cosa fare. E’ grazie alla generosità dei cittadini italiani, degli amici e dei parenti che siamo rientrati. Mariam adesso la vedo felice in casa, si è ambientata, circondata dai nonni, dai cugini. Con lei sto ricostruendo la mia vita".