Filippini
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FIRENZE, 8 giugno 2021 -  Elisabetta Ceccherini e Francesco Sozzi, moglie e marito delle Cure, sono bloccati a Manila. Avevano raggiunto le Filippine per l’adozione del piccolo Charles, 8 anni, ma al momento di ripartire l’amara sorpresa: il bambino, mai sottoposto a tampone prima, era positivo.
La famiglia è ora isolata in una stanza d’albergo. Tra le mille difficoltà e la delicatezza del momento. E la rabbia che Francesco ci trasmette via whatsapp: "Ci hanno rifiutato la vaccinazione per mia moglie. Se vaccinata, avremmo affrontato questa situazione con maggiore tranquillità".
Dopo il caso dell’India e della famiglia di Campi Bisenzio, un’altra adozione internazionale mette in difficoltà nostri concittadini. "Inaccettabile che in piena pandemia non si prevedano vaccini per le coppie che affrontano questo delicato e coraggioso percorso all’estero", scrivono le amiche di Elisabetta in un comunicato diffuso ieri per rendere nota la situazione della famiglia fiorentina e sollecitare le autorità italiane. Elisabetta - cinquantenne come il marito, vaccinato perché lavora in ambiente sanitario - aveva chiesto in ogni modo che fosse anticipata la sua dose prima della partenza. "Bastavano pochi giorni - spiega la nota -. Il 14 aprile, il giorno della loro richiesta, il presidente Giani risponde che avrebbe segnalato il suo caso all’assessore alla salute Simone Bezzini. Il 23 aprile, la Regione le conferma di non rientrare nelle categorie che possono accedere ai vaccini". Mentre marito e moglie sono già in viaggio, si inaugurano i primi open day.


La coppia è arrivata a Manila il 21 maggio e al termine della quarantena obbligatoria di dieci giorni - in cui sono rimasti isolati in hotel senza contatti - hanno potuto finalmente incontrare il loro figlio adottivo. Le procedure per l’adozione erano iniziate circa 4 anni fa, ma a causa della pandemia, l’incontro previsto per l’anno scorso era slittato. E Charles ha passato altri mesi in un orfanotrofio a Bacolod, 700 km da Manila.
Il primo giugno l’atteso abbraccio, non nell’orfanotrofio come inizialmente previsto. Passano alcuni giorni insieme, in giro per la capitale. Alla vigilia del ritorno in Italia, il 4 giugno, il tampone: il bambino è positivo al Codiv e nessuno se n’è accorto nonostante con i genitori abbia preso un volo interno per raggiungere Manila.


"Queste le regole del paese". E proprio per queste regole, la coppia deciso di lasciare a Firenze l’altro figlio, 11 anni, accudito in questi giorni dal nonno. Ma l’attesa e l’incognita sulla ripartenza complicano tutto. Charles sta con il babbo già vaccinato, Elisabetta è isolata nella camera della suite. "Fateci rientrare con le procedure d’emergenza", hanno chiesto all’amabiscata e ai ministri Di Maio (esteri) e Bonetti (famiglia). Ma per ora aspettano, con l’angoscia condivisa con gli amici, l’ansia per l’altro figlio e la paura di ammalarsi.