Niccolò Bettarini con papà Stefano e Simona Ventura (Instagram)
Niccolò Bettarini con papà Stefano e Simona Ventura (Instagram)

Viareggio, 12 marzo 2013 - Davide Caddeo, il 30enne condannato a 9 anni per aver accoltellato a luglio Niccolò Bettarini, figlio di Stefano e Simona Ventura, passa dal carcere ai domiciliari ma con «l'obbligo» di frequentare un centro di cura per tossicodipendenti e una comunità dove dovrà lavorare. Lo ha deciso il gip Guido Salvini su istanza degli avvocati Robert Ranieli e Antonella Bisogno. Il gip ricorda la «difficile vita» dell'uomo, tossicodipendente dall'adolescenza, e mette in luce la «funzione rieducativa» della pena, anche se non definitiva. 

Caddeo è uno dei quattro giovani condannati in abbreviato per l'aggressione a Niccolò Bettarini, ferito con calci, pugni e 8 colpi di coltello al culmine di una rissa scoppiata all'alba del 1 luglio scorso davanti alla discoteca Old Fashion di Milano. Secondo le indagini condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dal pm Elio Ramondini, sarebbe stato lui a sfrerrare le 9 coltellate al 19enne, poi portato all'ospedale Niguarda dove, con un'intervento chirurgico, gli venne ricostruito il nervo della mano destra. Ecco perchè fu proprio Caddeo a incassare la pena più alta tra le quattro inflitte dal giudice: 9 anni di carcere, al netto dello sconto di un terzo della pena previsto per la scelta del rito abbreviato. Nel corso del processo, il 29enne rese una parziale confessione, ammettendo di essere stato lui a colpire Bettarini con "almeno" una coltellata, ma senza sapere indicare chi avesse sferrato gli altri colpi di coltello a Niccolò.