Firenze, 12 novembre 2019 - Una parola per definire ‘Pezzi Unici’? «In fondo è la storia di cinque Pinocchio e io sono il sesto. Che, come con il legno, impara man mano a sciogliere i nodi della sua vita, con la sua ex moglie, con se stesso, con il figlio che non c’è più» . Così Sergio Castellitto a margine dell’attesissima anteprima, in un cinema La Compagnia gremito, di «Pezzi Unici». Alla vigilia della messa in onda su Rai1 della fiction diretta da Cinzia Th Torrini, prodotta da Indiana Production e Raifiction in collaborazione con Cassiopea Film Production, ha rifatto tappa nel cuore di Firenze, dopo aver stazionato a lungo nei mesi scorsi (per le riprese ci son volute infatti sette settimane, girate tra Firenze e Prato) il cast stellare capitanato da Sergio Castellitto, che interpreta il ruolo di un burbero capo bottega.

L’evento con cena di gala, organizzato da Fondazione CR Firenze, Confartigianato Firenze e Oma, che hanno da subito sostenuto la fiction che ha come protagonista Firenze e l’artigianato toscano, vede recitare accanto a grandi nomi come Giorgio Panariello, Loretta Goggi, Irene Ferri e Marco Cocci, tanti veri artigiani del nostro territorio. L’obiettivo? Come hanno sottolineato i presidenti di Fondazione CR Firenze, Luigi Salvadori, di Confartigianato Imprese Firenze, Alessandro Vittorio Sorani, e dell’Associazione Oma, Luciano Barsotti: «È che i giovani, guardando Castellitto e Panarielo nei panni di artigiani, si innamorino di questo mestiere», «che rappresenta il cuore e l’essenza della nostra città» ha ribadito il sindaco Dario Nardella.

«Io invece è vent’anni che fo il bagnino – scherza Panariello - eppure non ho visto un grande incremento sulle spiagge».  

Domenica andrà in onda la prima delle sei puntate di ‘Pezzi Unici’, in cui «portiamo realmente il pubblico in una bottega artigiana – ha spiegato  Eleonora Andreatta direttore di Rai Fiction –. Era questo che volevamo, far sentire anche l’odore del legno, e Cinzia Th Torrini c’è riuscita facendo un lavoro straordinario». Tante le personalità presenti in sala, tra cui la vice presidente del Consiglio comunale, Maria Federica Giuliani. «L’artigiano è un lavoro che si fa in silenzio e ha molto in comune col nostro lavoro. Ad esempio loro fanno le cose come noi “facciamo” un film, lo costruiamo» spiega Castellitto che interpreta Vanni, il capo bottega dove cinque ragazzi, cinque ‘pezzi unici’ di una casa famiglia assolvono un programma di riabilitazione sociale.

Ma ecco che quando il loro avvicinamento forzato pare aver ingaggiato la strada giunta, e sembra quasi poter assumere le tinte di una formazione reciproca, arriva il colpo di scena che, come un fulmine a ciel sereno, scompiglia le storie dei protagonisti: la morte del figlio del maestro. Che come artigiano ha un grande talento, ma come uomo, marito e padre ne ha veramente poco” racconta Castellitto. Mentre la trama mano a mano va sviluppandosi nel corso delle sei puntate, ecco che tutto si colora di giallo, quando irrompono i sospetti intorno alla misteriosa morte del ragazzo, morto suicida, almeno così sembrerebbe. Tanti i temi che affronta questa fiction, tutta da vedere. Uno su tutti, la funzione “salvifica” del lavoro manuale: nell’insegnare loro il mestiere della falegnameria, Vanni in realtà insegna a questi ragazzi a tornare alla vita. Che poi, per uno strano scherzo del destino, riesce a fare lui stesso dopo il terribile lutto, ritrovandosi con cinque nuovi figli e una sorta di nuova famiglia. Cos’è che Castellitto ha imparato dal suo personaggio? «Che è necessario ascoltare gli altri, ascoltarli veramente. E imparare ad amarli».