Firenze, 26 agosto 2021 - "Mi intubano, ora ti saluto. Amore da domani non parleremo più. Mi affido totalmente alla volontà di Dio e alle decisioni che prenderete. Vi amo tanto. Stai sicura che Dio è più grande". Sono parole piene d'amore, di speranza e anche di profonda vicinanza, anche nella sofferenza, verso la compagna di vita. Sono quelle scritte nell'ultimo messaggio che Enzo Galli, il 45enne morto ieri all'ospedale di Careggi, dove era ricoverato dallo scorso 8 maggio perché positivo al Covid, ha inviato alla moglie Simonetta Filippi il 29 maggio, prima che lo intubassero. L'uomo, a fine aprile, era rimasto bloccato alcuni giorni in India dove si era recato per adottare una bambina insieme alla moglie. Tornato in Italia positivo al Covid, dal 9 maggio è stato sempre ricoverato.

E lo stesso affetto, segnato dal profondo dolore per la perdita, si trova nelle parole di Simonetta, che ha voluto ringraziare tutto lo staff ospedaliero che in questi mesi si è occupato di Enzo. "Né noi, né i medici ci aspettavamo quello che è accaduto. I medici sono stati meravigliosi, sia sul piano professionale che umano. Hanno provato fino all'ultimo secondo" a salvarlo. "Ringrazio Careggi, il dottor Adriano Peris e la sua equipe - ha continuato la donna - sono stati meravigliosi come meraviglioso è stato il console italiano a New Delhi che ci ha aiutato in tutti i modi". Galli, sempre secondo quanto riferito dalla donna, è rimasto positivo al coronavirus "fino a due settimane fa" quando si è negativizzato ma ormai il suo organismo era stato troppo danneggiato dalla malattia.