I Boschetti, storici allevatori e produttori di formaggio di Licciana (Foto Pasquali)
I Boschetti, storici allevatori e produttori di formaggio di Licciana (Foto Pasquali)

Licciana Nardi, 16 aprile 2021 - "Vanno bene Dolce e Gabbana, ma noi dobbiamo lavorare". Claudia lo dice così, sorridendo, che l’esperienza della campagna fotografica per D&G è stata una bella avventura, ma non c’entra nulla con la loro vita quotidiana. La quotidianità per lei è l’azienda agricola che gestisce con il marito Giancarlo, che ama il suo lavoro di pastore di cui è orgoglioso.

"Ormai ci chiamano tutti per sapere la storia degli stilisti – aggiunge sorridente Claudia – i nostri amici ci prendono in giro, anche i clienti: mi dicono che d’ora in poi vogliono i formaggi firmati. Io rispondo che va bene però costano di più". Siamo a Tavernelle, piccola frazione di Licciana Nardi, diventata teatro della campagna fotografica realizzata per Dolce e Gabbana. I due stilisti avevano lanciato un appello su Facebook: "La famiglia è sempre stata il valore più importante per Dolce & Gabbana. Dg Famiglia è un progetto realizzato anni fa, evidenzia ancora una volta le relazioni emotive".

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Così tra gli scatti che catturano l’amore sono arrivati al Dg Famiglia le foto dei Boschetti scattate da Mattia Crocetti, ex compagno di studi di Davide, figlio di Giancarlo e Claudia. Sua sorella, Silvia, da alcuni anni vive a Praga, dove lavora come ricercatrice universitaria. "Davide aveva frequentato un corso di moda all’Accademia italiana a Firenze – racconta Claudia – , aveva conosciuto Francesca e Mattia che studiavano fotografia e sono rimasti in contatto. Mattia, di Pistoia, durante il lockdown aveva scattato molte foto alle famiglie, in remoto, fornendo indicazioni tramite videochiamate, aveva già lavorato per case di moda. Quando Dolce e Gabbana gli hanno commissionato un nuovo lavoro, ha pensato a noi, che siamo lontani anni luce dal mondo della moda".

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La loro autenticità spicca tra modelle e modelli bellissimi sulla pagina facebook degli stilisti. "Quando mio figlio ce lo ha chiesto – aggiunge – ho riso per giorni. Mio marito ama essere fotografato, ma per il suo lavoro, la moda non lo attira molto, però ha accettato. Le foto sono state scattate in mezzo alla natura, nella stalla e nel nostro laboratorio, con latte e formaggi, frutto del nostro lavoro".

Giancarlo è la terza generazione di pastori, anche il padre e il nonno facevano lo stesso mestiere e nel laboratorio restano appese le foto di loro al pascolo, insieme ai campanacci che lui adora: li usa ogni anno durante la transumanza, quando porta il gregge al fresco sulle montagne. Su uno c’è scritto: ‘Tutti gli uomini nascono uguali, ma solo i migliori diventano pastori’. Anche il papà di Claudia per un po’ ha fatto il pastore e lei ha una grande passione per gli animali.

«Mi sarebbe piaciuto diventare veterinaria – confessa –, ma non volevo studiare così tanto e non amo la vita di città. Ho conosciuto Giancarlo quando avevo 19 anni, qualche settimana fa abbiamo festeggiato 30 anni di matrimonio". A Giancarlo piace molto parlare del suo lavoro, che lo impegna tante ore al giorno. Quando torna casa, va su internet. "E’ un pastore ‘mediatico’ – aggiunge Claudia – pubblica e condivide foto e video del suo gregge, tanto che ormai lo conoscono e vengono altri allevatori, anche da lontano, per acquistare capi di razza massese".

Davide aiuta in casa e ha tante passioni, il disegno, la natura, i tatuaggi, le piante, adesso lavora in un consorzio e allestisce giardini. Gli piacerebbe fare qualcosa per far conoscere la Lunigiana e la campagna pubblicitaria è un passo verso quella direzione. "Le foto sono arrivate all’improvviso – chiude Claudia – eravamo al lavoro, non ci siamo neppure cambiati. Alcuni ci rimproverano di essere troppo seri, ma il fotografo non ci ha chiesto di sorridere. Forse gli stilisti hanno apprezzato la nostra autenticità. Non ci sentiamo speciali, la nostra specialità è essere normali". La visibilità c’è stata, ma per ora dagli stilisti non è arrivato nulla. "Almeno un camicia - ironizza Giancarlo – avrebbero potuto mandarla…".

Monica Leoncini