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18 gen 2022

Allarme per i disagi mentali. Mancano gli specialisti

Maria Antonietta Gulino, presidente psicologi toscani: "In 15 anni dimezzate le presenze negli ospedali. Eppure sono fondamentali per aiutare i pazienti"

18 gen 2022
ilaria ulivelli
Cronaca
PRESSPHOTO Firenze, Maria Antonietta Gulino presidente Ordine degli Psicologi della Toscana

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Maria Antonietta Gulino presidente Ordine degli Psicologi della Toscana
PRESSPHOTO Firenze, Maria Antonietta Gulino presidente Ordine degli Psicologi della Toscana

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Maria Antonietta Gulino presidente Ordine degli Psicologi della Toscana

Firenze, 18 gennaio 2022 - Psicopandemia, non è uno slogan ma l’onda lunga del disagio. Di un malessere psicologico che si è aggravato in questi due anni difficili, scanditi dall’ansia per un’emergenza che ha stravolto le vite. E la conseguente difficoltà di adattamento a una nuova normalità. Ne abbiamo parlato con Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine degli psicologi della Toscana.
E’ in emergenza anche la cura della salute mentale?
"Prendersene cura è fondamentale, quanto occuparsi della salute fisica. Questo è un virus anche psicologico, quello che è successo ha fatto emergere problematiche che esistevano anche prima ma che due anni di isolamento e reclusione hanno amplificato. Causando un aumento vertiginoso degli accessi ai nostri servizi. La richiesta di aiuto arriva da tutti: non solo giovani, anche altre fasce della popolazione hanno sofferto e manifestano stati di ansia e depressivi".
Lei ha segnalato che in 15 anni c’è stata una riduzione del 50% di psicologi nelle Asl, con liste d’attesa fuori controllo che spingono verso il privato. Cos’è successo?
"Vorremmo saperlo anche noi. Io rappresento la situazione degli organici dei nostri servizi sul territorio, dove il declino della presenza di psicologi è evidente. Su 7.400 iscritti all’ordine della Toscana, solo il 5% lavora nei servizi pubblici. Siamo invisibili, come se fosse invisibile il disagio e il malessere della popolazione. Se lo vedo, devo offrire servizi. Se diminuisco gli organici, significa che la mente non viene presa in considerazione. Il benessere psicofisico permette di avere una vita regolare, di adattarsi e affrontare anche situazioni di stress. E’ anche un investimento per futuri risparmi di costi sociali e sanitari".
Lo psicologo è una figura carente anche negli ospedali.
"Sarebbe bello se da domani potessimo avere gli psicologi nei reparti ospedalieri, per prendersi cura delle persone ricoverate anche dal punto di vista psicologico. Ascoltarli è importante affinché il percorso di cura della malattia arrivi al massimo dell’efficacia. Pensiamo anche alle lungodegenze, a chi si è trovato solo, senza il supporto dei familiari. Solo pochi hanno potuto fare un percorso con lo psicologo".
E’ arrivato il momento di intervenire. Ma come? Con il ‘bonus’ psicologo o con l’istituzione dello psicologo di base?
"Il Covid ha fatto emergere quanto siamo indietro nella presa in carico generale della salute di corpo e psiche. Che ci serva da lezione. Dobbiamo intraprendere ogni iniziativa che possa intercettare i bisogni delle persone. Non è che il bonus risolva il problema delle carenze di organici nelle aziende sanitarie. Però può essere un segnale, può servire ad aiutare chi è in difficoltà a rivolgersi allo psicologo. Troppo spesso interveniamo dopo che sono successe cose brutte, pensando che avremmo potuto prevenire. Ora è importante andare avanti con il progetto dello psicologo di base, ma anche con il potenziamento degli organici delle Asl, con il convenzionamento con i privati, proprio come accade con la medicina".
Troppi psicofarmaci e poca cura della mente?
"Credo che l’attenzione alla cura psicologica di una persona debba essere espressa dalle competenze di tutti gli specialisti del settore. Alla componente psichiatrica spetta la gestione clinico farmacologica, lo psicologo si occupa delle funzioni adattive della persona. L’optimum si raggiungerebbe riconoscendo le due professionalità. Altrimenti la via breve è usare lo psicofarmaco, spesso in Toscana ne abusiamo. Mentre l’approccio psicologico approfondisce le cause del malessere e favorisce l’evoluzione verso nuove forme adattive e funzionali di vivere".
Ci sono modelli da seguire?
"Un esempio virtuoso è quello del Regno Unito che seguendo anche un criterio economico e di risparmio ha fatto un enorme investimento per ampliare le attività offerte alla cittadinanza di psicologia e psicoterapia, creando una rete capillare di centri sul territorio".
 

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