Il vaccino praticato a una operatrice della sanità fiorentina
Il vaccino praticato a una operatrice della sanità fiorentina


Firenze, 4 febbraio 2021 - E’ stato un incontro ristretto, richiesto dal governatore toscano Eugenio Giani. Nella sua stanza, a Palazzo Strozzi Sacrati, sono state gettate le basi per l’accordo con i medici di famiglia, che sarà formalizzato sabato. C’erano il segretario regionale della federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), Alessio Nastruzzi, e l’assessore toscano alla Salute, Simone Bezzini. Siamo arrivati presto al dunque: saranno i medici di base a vaccinare tutti gli over 65, con il vaccino Pfizer. Il presidente Giani ha voluto gestire personalmente, pur affiancato dal suo assessore, i termini di un accordo tanto delicato quanto fondamentale per la buona riuscita della campagna vaccinale.

Gli ultrasessantacinquenni in Toscana sono 905.000, costituiscono il 24,5% dei residenti e sono la parte più importante della popolazione target da immunizzare. E’ in quella fascia di età che si concentra il maggior numero di casi gravi di malattia. Si comincerà dagli ultraottantenni che sono 283.000. Sarà semplificato al massimo il sistema di prenotazione, in modo da consentire ai più anziani di prendere agevolmene appuntamento nell’ambulatorio di riferimento e ai medici di poter sapere quante dosi prenotare per ogni giorno.

La catena di distribuzione sarà abbastanza complessa perché dovrà partire dalle farmacie ospedaliere chiamate a un impegno straordinario: saranno loro a scongelare il siero (da quel momento dev’essere utilizzato in sei giorni), a diluirlo e prepararlo in singole dosi, pronto per essere iniettato. Dalle farmacie ospedaliere poi le dosi saranno trasferite nelle farmacie, dove i medici di famiglia ritireranno quelli prenotati per la giornata.

Nonostante il governatore sia convinto che la partita dei vaccini si debba giocare tutta sul territorio e con la sanità pubblica, il ruolo del medico di famiglia, soprattutto nelle zone rurali è strategico per capillarità. In Toscana ce ne sono 3.300 e assicurano una copertura territoriale ottima.

E’ stata rimessa in discussione anche la data di partenza della fase 2 della campagna vaccinale. Inizialmente prevista per metà febbraio ora si tenta un’accelerazione. E, se tutte le pedine andranno al loro posto, la vaccinazione negli hub potrebbe partire in anticipo. La Regione sta continuando a lavorare al piano che sarà tradotto nei prossimi giorni in ordinanza. Con l’arrivo di 27.000 dosi di vaccino AstraZeneca, previsto per l’8 febbraio, il tentativo in atto è di cominciare a vaccinare, aprendo gli hub a forze dell’ordine, militari, insegnanti in salute, fino ai 55 anni di età.

Lo sapremo nelle prossime ore quando sarà comunicata la modalità di prenotazione che affiancherà quella sulla piattaforma regionale online. Si sta mettendo in piedi un call center per chi non ha confidenza con la tecnologia. Intanto per la Toscana dovrebbe essere assicurata un’altra settimana in zona gialla dal 7 al 13 febbraio. Almeno in base ai dati comunicati dalla Regione al ministero della Salute, l’indice di contagio Rt rimane sotto la soglia di 1.

«I dati sono oggettivi e sotto gli occhi di tutti: spero che pro prio per questo anche la prossima settimana possiamo rimanere per la quinta settimana in zona gialla, mi sembra che la situazione sia sotto controllo, però su questo devo dire grazie ai cittadini della Toscana al loro senso di responsabilità e di misura", dice Giani. "La riapertura delle scuole – conclude il presifdente – sicuramente era un rischio, ma un rischio che alla luce dei nuovi dati di questi ultimi giorni, mi sembra sia stata una sfida ben affrontata dalla Toscana, in nome della garanzia del diritto all’istruzione".